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Red Bull Posse: il manifesto di una generazione abbandonata

Psicologi, Tredici Pietro e Rosolo Roso sono gli artisti che hanno dato vita al primo Red Bull Posse, una traccia-manifesto che mette a nudo i principali problemi di una generazione che si sente disorientata e abbandonata. I ventenni di oggi non vedono un futuro che li soddisfi e neanche il presente è poi così allettante: se però hanno perso fiducia nei

Intervista a Metal Carter, tra horror e rap

“Musica per vincenti” è il nuovo album di Metal Carter, veterano della scena romana e italiana e capofila del death-rap. Con le produzioni di Santo Trafficante e le collaborazioni con molti rappers (tra cui Piotta, Grandi Numeri e Brenno Itani), Carter ha dato vita ad un progetto oscuro e profondo. Nonostante prevalgano le atmosfere tendenzialmente horror e dark, ci sono

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L’evoluzione di Tredici Pietro in “Solito posto, soliti guai”

Dopo circa un anno dal suo ultimo progetto Tredici Pietro torna con nuova musica, che rappresenta un’ulteriore tappa del viaggio che il cantante bolognese ha iniziato nel 2018. Questa volta lo fa con tre brani che si aggiungono alle tracce di “X Questa Notte” e compongono l’album “Solito posto, soliti guai”. Le nuove canzoni però, a differenza di quello che

Il cambiamento è (spesso) evoluzione

Erano attesi, richiesti, perfino agognati e finalmente sono arrivati. Dopo anni di attesa sono usciti alcuni tra gli album più aspettati e su cui c’era più hype. Parte degli ascoltatori e dei fan degli artisti in questione ne è rimasta soddisfatta, altri invece ne sono rimasti delusi, per le motivazioni più disparate.

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Collaborazioni internazionali? Sì, ma no

Tory Lanez e French Montana sono due rapper statunitensi molto ascoltati e molto rispettati nel mondo rap e musicale in generale. Hanno in comune il fatto di aver partecipato come featurings in “Sirio”, l’ultimo album di Lazza, rispettivamente nei brani “Bugia” e “Puto”. Sono solo gli ultimi esempi di collaborazioni tra rappers italiani e stranieri: tuttavia nonostante i nomi grandi – a volte grandissimi – questi featurings non ottengono i risultati sperati.

Dall’America J Lord

A vedere lui, la sua attitudine e la sua estetica sembrerebbe un ghetto-boy di una qualsiasi metropoli americana, magari New York. A sentire le sue canzoni, però, si capisce che è italiano, o meglio, napoletano. Non solo dall’accento inconfondibile che può essere riconosciuto facilmente anche da un trentino o da un friulano, ma anche e soprattutto dalle sue parole e dalla “cazzima” di cui è intrisa la sua voce. A neanche 18 anni ha pubblicato il suo disco d’esordio che sa tanto di un buon punto di partenza per una carriera che promette tanto.