emergenti rap 2022

Da Rhove ad Ariete: le nuove leve su cui puntare nel 2022 – Parte 2

Anche il 2022 si prospetta come un anno strano e dal futuro incerto, per fortuna la musica e le giovani promesse della musica rap italiana non si lasciano fermare e la scena e il mercato sono sempre in fermento e in continuo cambiamento. Noi di BUGzine vi proponiamo alcuni nomi su cui puntare nell’anno che verrà, ecco a voi la seconda parte. (Trovate la prima qui).

Rhove

Rhove, nome d’arte di Samuel Roveda, nasce nella provincia milanese nel 2001, il primo singolo esce sul finire del 2020 con il titolo di Blanc-Orange (Nanana) e da subito si cominciano a capire le sue potenzialità. Rhove (che prende il suo nome da Rho, la zona dalla quale viene e il suo cognome) porta in Italia quello stile che mischia il rap e la dance con la cassa dritta che sta prendendo sempre più piede in zona europea, soprattutto in Francia con in testa il suo alfiere JUL. Il suo stile diventa presto virale e nel giro di poco più di un anno rilascia singoli a profusione, il 2022 potrebbe essere proprio il suo anno di esplosione finale, magari proprio con un bel disco.

Ariete

Anche se ormai è ormai prossima a spiccare il volo nel mainstream e ha già avuto parecchi riconoscimenti e occasioni (come, per esempio essere headliner a Oltre Festival 2021), Ariete è sicuramente una delle artisti sulle quali puntare per questo anno. Arianna Del Giaccio, questo il vero nome dell’artista, porta sui palchi e sui dischi uno stile che sta a cavallo fra l’indie e il rap, molto vicina agli Psicologi, con i quali tra l’altro è molto amica. È del recente 2021 il suo primo EP sotto Bomba Dischi dal titolo 18 ANNI, che vede come unico feat proprio Kaneki degli Psicologi, sicuramente dopo il palco dell’Ariston sarà anche per lei il turno di un disco completo.

Nerissima Serpe

Anche lui giovanissimo, classe 2000, Mattia Di Falco al secolo, Nerissima Serpe per il mondo del rap si è fatto notare recentemente per essere dentro l’album di un pilastro dell’hip hop come Don Joe, al fianco di una delle grandi rivelazioni italiane come Massimo Pericolo, e già così si potrebbe chiudere la questione, visto che probabilmente è uno dei migliori trampolini di lancio per un’emergente. Nerissima Serpe ha già all’attivo un album dal titolo “Denti da Latte” che racchiude una manciata di singoli e qualche remix, ma la vera esplosione di notorietà arriva con il brano Spingere una Caterva, pezzo molto crudo e che richiama i tempi dei Dogo.

bnkr44

Nati da pochi anni, nel 2019 nella provincia fiorentina, portano sulla scena italiana una forma che può essere vicina a quella dei BROCKHAMPTON negli States: quella del collettivo. I bnkr44 sono infatti in 6 e il loro nome viene dal loro studio di registrazione, una vecchia pelletteria di famiglia ormai chiusa da anni e trasformata nel loro luogo di ritrovo e lavoro. Le loro sonorità sono vicine a quelle dell’emo rap che tanto ha iniziato a spopolare anche in Italia, partendo da Soundcloud e arrivando fino alle grandi etichette, mischiato con un pop molto vicino alle boy band. Noi li abbiamo visti live l’estate scorsa all’interno di Oltre Festival a Bologna e hanno fatto un ottimo lavoro nonostante la giovane età, inoltre, è da poco uscito il loro primo album “FARSI MALE A NOI VA BENE”, distribuito in tre tranche con il titolo egualmente suddiviso.

Vettosi

Giovane promessa del rap napoletano, Vettosi, classe 2003, si è fatto notare nel 2021 con una serie di piazzamenti in mezzo a top player della scena italiana: trova posto all’interno di Fastlife 4 di sua maestà Gue Pequeno, dopo pochi mesi lo troviamo dentro il producer album di TY1 insieme a MC Buzzz. Una partenza in quinta per il giovane rapper di Secondigliano, che porta avanti una lunga tradizione di rap partenopeo, fieramente rappa in dialetto come molti suoi colleghi della zona con un timbro di voce graffiato e una penna fine e tagliente. Il 18 giugno scorso ha pubblicato Strada Mixtape.

Sace

Di Sace ve ne abbiamo già parlato ampiamente nell’intervista che gli abbiamo fatto qualche mese fa e che trovate sul nostro sito. Lo abbiamo conosciuto a un live di DJ Fastcut per presentare Dead Poets III e ci ha subito colpito sentirlo in mezzo a dei giganti delle sonorità della vecchia scuola: Sace infatti porta nelle sue tracce la metrica serrata e le rime ricercate tipiche del rap dei primi anni 2000 su sonorità molto più moderne, con un occhio al rap d’oltralpe, in particolare a Sofiane. Giusto l’anno scorso è uscito il suo EP “Me”, chissà che quest’anno non sia anche il suo turno di un album.