Trap VS Hiphop pt.2: Le origini della Trap

Nel primo articolo della #TrapWeek di BUGzine abbiamo preso in analisi le differenze musicali portate dal “fenomeno trap”, giungendo alla conclusione che la trap sia figlia legittima dell’hiphop. In questa seconda parte andremo ad analizzare l’evoluzione del genere e le sue origini; cercando di comprendere a pieno come sia avvenuta questa metamorfosi.

Per una sorta di selezione naturale hanno avuto sempre più presenza suoni e ritmi legati alla musica pop ed elettronica (EDM, house, dubstep), che avevano già influenzato il grime britannico.
La trap prende però origine da un filone diverso da quello grime: è nel sud degli Stati Uniti che affonda le radici questa nuova sonorità.

Nella storica contesa tra East e West Coast che ha caratterizzato la fase iniziale della cultura hiphop, gli stati del Sud non hanno mai avuto un ruolo rilevante, rimanendo in ombra rispetto a quanto accadeva a New York e Los Angeles.

Il Sud riesce a inserirsi sulla scena internazionale soprattutto grazie agli OutKast, appoggiati dal freschissimo suono degli Organized Noize. Ma il seme da cui nascerà la trap arriva da Memphis ed il suo nome è Three 6 Mafia.

La crew fondata nel 1991  vive l’apice del successo nel 2000 col singolo Sippin’ On Some Sizzurp, riferendosi già al tempo allo sciroppo da cui si ottiene la codeina che vive oggi una nuova impennata di popolarità. Non si tratta solo di questo però: Juicy J e il resto della crew hanno impostato il suono degli anni a venire pezzi come Stay Fly e non solo, in cui si sentono già le ritmiche e le sonorità di oggi.

E’ ad Atlanta, in Georgia, che ha avuto la sua genesi la tanto discussa trap.
Il termine è in uso già dagli anni ’90, ma è nel 2005-6 che appare nel panorama musicale con gli album Trap Muzik di T.I. e Trap House di Gucci Mane. Questi artisti non fanno altro che raccontare la realtà della loro città, straziata sia dalla criminalità che dalla guerra alla droga che miete vittime in tutti i quartieri.


Gucci Mane – Trap House (2005)

Nel corso dei cinque anni successivi il suono si diffonde in tutti gli states e Soulja Boy da Chicago contagia il Nord con il suo crank,  fino a che nel 2013 la crew Migos di Atlanta fa uscire il singolo Versace, uno dei primi successi globali che faranno esplodere la trap nel web e nel mondo.

Il Sud rimane il grande laboratorio di sperimentazione artistica di questo genere, nonstante Drake abbia spostato notevolmente l’equatore dell’hiphop: con producers come Metro Boomin o Southside, artisti come i Migos, Wacka Flocka, 21 Savage, Lil Yachty oltre che gli “O.G.”  come T.I. e Gucci Mane, Atlanta è ancora la capitale assoluta della Trap.

Il nome deriva dalle “trap-house”: case prese in affitto per svolgere attività criminali, ma il concetto dietro al termine è più ampio. Come ha dichiarato l’artista 21 Savage:

“La trappola può essere anche fuori da un palazzone […]
La musica trap è un riflesso della trappola:
la gente muore nella trappola, i tossici si drogano nella trappola,
la trappola di una prostituta è il suo strip-club.”
-21 Savage

Insomma le differenze ci sono, ma siamo sicuri che questo scontro sia giustificato?
L’esplosione della trap ha davvero segnato la fine dell’hiphop?

Il gap generazionale è un passaggio inevitabile per un genere maturo come l’hiphop, ormai oltre la quarantina. A sostenere questa tesi bastano le parole di Sfera Ebbasta, che ha dichiarato di non conoscere i Sangue Misto ed ha citato come riferimento per il rap anni ’90 il pezzo Serpi di Jake La Furia (che è del 2005).

La cultura hiphop oggi vive una fase complessa, in cui viene messa in ombra dai suoi stessi eredi, ma è solo grazie a questa recuperata giovinezza che un genere ormai maturo ha potuto essere apprezzato dalle nuove generazioni.

Un mancato rinnovamento avrebbe probabilmente danneggiato la scena doppia-h in maniera ben più dolorosa.

I puristi doverebbero sentirsi in qualche modo consolati, dato che oggi vanno in vetta alle classifiche canzoni che parlano di strada e non solo il talent-rapper di turno. Per i nostalgici, in ogni caso, c’è ancora una vastissima scena underground che ha un gran bisogno di supporto.