Turning Point dei First Brawl: una recensione veloce per un disco veloce

Per la serie “arriviamo tardi ma arriviamo” oggi vi portiamo la recensione di un disco uscito già da un po’ ma che per mancanza di tempo ci ritroviamo a recensire solo oggi.
Parliamo del disco dei First Brawl, un velocissimo EP dal titolo “Turning Point” che il gruppo modenese ha presentato il 31 marzo scorso e di cui noi di BUGzine abbiamo fatto un live report corredato di foto.

Foto di T-Chrome Photos X BUGzine

Come da titolo sarà una recensione breve e violenta come è questo EP, 6 tracce per un totale di nemmeno 10 minuti, “One life one chance” dicevano gli H2O e i First Brawl li hanno presi in parola, una possibilità per dire tutto ciò che provano e di cui volevano parlare e l’hanno fatto alla grande.

La brutalità del disco si può intuire già dall’intro: l’audio della famosa scena finale del film cult “I guerrieri della notte” dove Luther, il capo della gang dei Rogues, invita i Warriors a “giocare a fare la guerra”, per chi ha visto questo capolavoro non ci poteva essere preparazione migliore al disco. Proprio questa pellicola potrebbe racchiudere tutti i temi dell’EP: violenza da parte delle forze dell’ordine, voglia di rivalsa e di ribellione e rabbia verso la società dell’alienazione.

Un disco insomma che rimarca quanto la scena hardcore italiana sia oggi più che mai in fermento e capace di far uscire album di qualità a ruota libera in tutto il territorio. 
Da parte mia non posso che consigliarvi l’ascolto del disco che vi metterà addosso la giusta carica e rabbia, un modo piacevole per sfogarvi e cercare di resistere a un mondo che cerca di distruggere gli individui con ritmi forsennati, ma forse proprio riappropriandosi di questi ritmi forsennati che i First Brawl hanno sfidato il sistema.