Tauro Boys, c’è vita dopo la trap

L’uomo, sin dalla notte dei tempi, si pone interrogativi ai quali non sa rispondere.
“Chi siamo?”
“Da dove veniamo?”
“C’è vita dopo la trap?”
I Tauro Boys forse non hanno saputo rispondere alle prime due domande, ma sono sicuramente un ottimo punto di riferimento per l’ultima.

Yang Pava, Maximilian e Prince sono tre ragazzi di Roma. Cominciano a rilasciare i primi singoli e girare i primi palchi della capitale intorno al 2015 portando con loro uno stile trap riconoscibile e alternativo. Stile che diventa ancora più caratteristico dopo il sodalizio con Close Listen, coraggioso produttore senese classe ’92, con cui il trio romano incide Tauro Tape (2017).

Tauro Tape è stato un album assurdo per il panorama trap italiano e testimonia come sia possibile dare un futuro ad un genere chiuso in se stesso ormai da troppi anni.
La trap infatti c’è, e rimane il costante punto di riferimento per tutto l’album; i Tauro hanno però mischiato questo genere a roba proveniente da pianeti musicali distantissimi creando ibridi impensabili per il ‘made in Italì’.

Terremoto, ad esempio, è una traccia minimale costruita sul sample 8bit del Lavandonia theme. Detta così sembra una stupidaggine per strizzare l’occhio ai fan di Pokemon Rosso, ma vi garantisco che l’esperimento stupisce, funziona e suona cattivissimo.
Liebe è un altro mash-up assurdo: prendete la trap, un ritornello in tedesco e una base techno, mischiate a dovere e ballerete su un pezzo sorprendentemente innovativo per gli standard italiani.
Altra perla futuristica sarebbe X Elisa (coraggiosa canzone d’amore spalmata sulle note di “Un Senso di Te” di Elisa) peccato che sia stata rimossa da qualsiasi piattaforma streaming, forse per problemi di copyright.


Con il 2018 i Tauro Boys pubblicano Tauro Tape Vol2 e arrivano al grande pubblico. L’album è meno sperimentale del primo, ma in compenso è coerente, fresco e riesce a definire perfettamente lo stile che li rende inconfondibili. Il segreto non sta solo nelle strumentali curatissime e nelle hittone come Marylin. L’arma segreta dei tre sta proprio nell’evitare volutamente il personaggio del trap-boy stereotipato e, al contrario, intavolare dubbi, desideri e speranze di ragazzi di vent’anni.

“con i miei amici sto pensando che forse coi miei amici sto bene. Grazie sto meglio. Troie del cazzo a me non mi servono…”
(Marylin – TauroTape2)

“ho sempre paura della droga nel bicchiere ho sempre paura di andare ad alcune feste. Chissà che gente, c’è come ci si veste, chissà quale il mio grado di interesse.”
(Dieci Ragazze – TauroTape2)

Incastrando testi criptici e tematiche giovanili con una trap influenzata dai generi più disparati il trio suona originale e apprezzabile anche a chi non è un amante del genere e, con un pizzico di lungimiranza, sembra aver gettato le basi per una delle possibili evoluzioni della trap italiana.

I Tauro Boys hanno appena rilasciato su YouTube il video di Napoli (girato dai talentuosi ragazzi di No Text Azienda) e sono in giro per l’Italia con il tour di Tauro Tape Vol2 che toccherà la nostra Bologna proprio questo Sabato.

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