Sphere: un party a 360 gradi – Report

 La sfera è una forma geometrica perfetta che rappresenta completezza ed unità, quella stessa unità che Bologna Underground Movement, Timeshift e Warehouse hanno saputo trovare per dare vita a Sphere.

Sabato 2 Giugno tutti i meridiani del clubbing underground bolognese si sono riuniti nel polo del Link, un locale ormai divenuto storico.
Andiamo a ripercorrere le atmosfere che si respiravano sottocassa nei vari stage:

Partiamo dallo stage all’aperto dei ragazzi di Warehouse, che accoglievano tutti all’ingresso con il loro inconfondibile groove. Sicuramente la situazione più “chill” della serata, che pure non ha mancato di regalare momenti di vera e propria gioia alla folla, nell’insegna dell’house più genuina.

Entriamo nella sala centrale del Link, chiusa a metà per rendere più intima la situazione: le luci strobo fendono il buio e la busseria di Timeshift scalda il dancefloor come solo loro sanno fare. Per l’occasione hanno ospitato anche la label berlinese KONFLKT che sta rilasciando parecchio materiale nuovo, anche dei ragazzi della crew bolognese. La serata parte con sonorità EBM e qualche break acid, per poi spingersi ai confini più spinti della techno industrial in un crescendo memorabile.

Arriviamo al pratone laterale, dove il soundsystem autofabbricato dai ragazzi del B.U.M. ha spinto come un dannato per tutta la serata, avvolto da una onirica luce violetta. La gente sottocassa seguiva i ritmi dei DJ come foglie al vento: prima cullate dalla liquid, poi scosse dalla jungle per finire in un turbine di dnb e neurofunk.

Se la sfera è un’icona del divertimento sin dai tempi della disco possiamo dire che i ragazzi di WHP, T/S e B.U.M. ne hanno compreso a pieno il significato: l’aria che si respirava al Link era aria di festa, da quando siamo entrati a quando siamo usciti, con una grande sfera gialla che brillava sui nostri occhi stanchi.