Siamo Tempesta: gli Azione Diretta mi hanno fatto tornare ad ascoltare Oi – Recensione

Saranno stati 4 o 5 anni che non mi mettevo ad ascoltare un disco Oi, se togliamo un must come quello dei Bull Brigade, al mio allontanamento dalla scena delle teste rasate hanno contribuito tanti fattori personali e un cambiamento di gusti musicali orientato verso l’hardcore ma gli Azione Diretta da Perugia con il loro ultimo lavoro Siamo Tempesta sono riusciti a farmi riavvicinare al genere.

La tracklist ha giocato sicuramente un fattore importante, soprattutto le due cover presenti nell’album, la prima è Frana La Curva, originale degli Erode e riadattata nelle strofe dalla band perugina, una canzone che porto nel cuore grazie ai live della storica band di Como. Che dire, gli Azione Diretta hanno saputo prenderla in mano, rimodellarla e renderla loro come pochi avrebbero saputo fare, non una semplice cover.

La seconda è una delle canzoni più belle mai scritte dal movimento del ’77 ovvero Ma Chi Ha Detto Che Non C’è di Gianfranco Manfredi: mi hanno sempre affascinato le cover fatte da band o artisti distanti dall’originale per vedere come si potesse creare un punto di incontro fra le due versioni della stessa canzone.
A questo giro però gli Azione Diretta mi hanno sorpreso, mi aspettavo si staccassero completamente dalla stupenda versione di Manfredi invece, per chiudere il disco, hanno giustamente deciso di staccarsi da urla e chitarre distorte chiudendo con la rabbia delle parole ma con la dolcezza delle melodie, un altro ottimo adattamento.

Il resto del disco è esattamente ciò che ci si aspetterebbe da un album che si intitola Siamo Tempesta: rabbia, disagio e politica fieramente antirazzista e antifascista, si parla dei Daspo dati agli ultras, misure cautelari che non permettono ai tifosi di poter seguire e supportare la propria squadra del cuore, si ricordano i partigiani che hanno combattuto contro il fascismo ma c’è anche spazio per riflessioni intime e personali sul disagio che probabilmente tutti noi punk e skin abbiamo provato alla fine di giornate faticose, con mille problemi nella testa.

Insomma un disco che mi ha piacevolmente sorpreso, con un suono pulito ma graffiante, che omaggia grandi artisti e band del passato e che lascia spazio a varie tematiche (cosa non scontata ultimamente in una scena che sta stagnando ogni giorno di più).

P.S. Apprezzatissima la citazione a Pulp Fiction ma non vi dirò dove per non rovinarvi la sorpresa.