Salmo: “Non puoi stare con Salvini e ascoltare hiphop, brucia i miei dischi”

Gli anni del “rap politico” sono finiti da un pezzo ma nemmeno in questo periodo di estremo successo mainstream i rapper hanno smesso di prendere posizione.
Anzi sono molti negli ultimi tempi ad essersi schierati contro il governo leghista, il primo è stato Gemitaiz e anche pesantemente, seguito recentemente da Izi.

Oggi è Salmo a rivendicare le sue rime contro Salvini, ammonendo i suoi giovani fan leghisti:

“Io non so se la chiusura dei porti sia una sorta di mossa di comunicazione politica, o se questi siano stronzi sul serio.
Quello che mi manda concretamente fuori di testa è il fatto che esistano tanti ragazzini rappusi che dicono “grande Salvini”, mi scrivono in privato di essere delusi da me, perché avrei infamato il loro idolo in alcune rime. Vi do una notizia ragazzi: io sono sempre stato dalla stressa parte, siete voi che non avete capito un cazzo. La nostra è una cultura black, non puoi stare con Salvini e ascoltare hiphop, strappa le mie magliette, brucia i miei cd. Oppure pensaci, riflettici un attimo e cambia la tua idea del cazzo”.
-Salmo al Rolling Stone

Salmo come tanti altri è uno che non ha mai avuto paura di dire la sua anche nei testi, ma oggi è raro che i rapper si esprimano politicamente nei loro brani, nonostante ciò anche solo i 15 secondi di una storia instagram possono scatenare una reazione a catena positiva, e così e stato.
Anche l’insospettabile Guè Pequeno in un intervista insieme a Paola Zukar, parlando (male) del sopracitato “rap politico” ha detto che comunque “c’è quel qualcosa che non si deve mai perdere”.

Ecco, quel qualcosa è lo spirito di ribellione e rivalsa che il rap ha portato con se dal giorno zero.