REDUXER: Gli Alt-J non hanno confini – Recensione

Gli Alt-J sono l’unico gruppo della sfera indie/alternative che seguo con reale interesse.
Sarà la loro vena elettronica piuttosto spinta, sarà l’incredibile ed eclettica ricerca che sta alla base di ogni loro brano, ma per me sono di un’altra categoria.

Finite le sviolinate arriviamo al punto: il loro album Relaxer era un gran bel progetto, meno sperimentale rispetto ai loro lavori precedenti, quasi come se avessero trattenuto un po’ della loro follia per darci un prodotto più tradizionale. Sintetizzatori e bassi lasciano più spazio a chitarre ed archi per un ascolto che strizza l’occhio al rock e alla musica classica (eccezion fatta per Deadcrush).

In quest’ottica Reduxer rappresenta uno sforzo in senso opposto: un corposo re-work dell’album, affidato alle mani di producer e cantanti di ogni genere e provenienza, per creare dei remix veramente unici e talvolta decisamente azzardati.

Il lavoro degli Alt-J qui è tutto curatoriale ed è eccellente per la varietà degli artisti coinvolti e per la fluidità con cui ogni virata di genere trova il suo posto nell’album. Penso ad esempio ad una delle tracce più soft del disco, Adeline, che ci si ripresenta in chiave trap ed è un vero colpo di scena per quanto suoni bene.

Da redattore della categoria hiphop di questa webzine devo necessariamente sottolineare la massiccia presenza di beatmakers e rapper all’interno di Reduxer: a partire da Little Simz, una rapper londinese talentuosissima che apre il disco prestando la sua voce al remix di 3WW, realizzato da OTG. La trasformazione del brano è notevole: da onirico e leggero diventa un tripudio di cupezza e paranoia.

Pusha T è forse l’esponente della scena rap più prestigioso dentro al disco. La sua strofa va a sovrapporsi al remix di In Cold Blood per mano di Twin Shadow, che con filtri, controtempi e bassoni capovolge il pezzo originale come un calzino.

Deadcrush viene invece messa nel laboratorio di Alchemist, un beatmaker che ha fatto la storia producendo brani dei Mobb Deep, di Snoop Dogg e di mezza scena hiphop. La voce di Danny brown aggiunge un pizzico di follia al brano e l’esperimento è riuscito.

L’irlandese Rejjie Snow trasforma Hit Me Like That Snare, uno dei pezzi più rock del disco, in uno zuccherino funkeggiate dalle sonorità lo-fi, cantato e remixato da lui stesso. Nel remix di Last Year a cura di Terrace Martin c’è anche la voce di GoldLink che darà soddisfazioni agli amanti di soul ed r’n’b.

Altri rapper coinvolti sono  il francese Lomepal, il portoricano PJ Sin Suela ed il tedesco Kontra-K e così si chiude la carrellata di artisti provenienti dalla sfera hiphop presenti in Reduxer. La lista di producers, cantanti ed ospiti illustri è ancora lunga, ma saprei dirvi ben poco. Potete comunque contare sul raffinato gusto dimostrato dagli Alt-J in tema di musica elettronica e sperimentale.

I remix sono sempre un azzardo ma in questo caso ogni brano regge il confronto col proprio originale. Gli artisti invitati per rimescolare Relaxer sono stati in grado di dare nuova vita alle tracce senza aver paura di stravolgerle, il risultato è un viaggio che ignora i confini dei generi musicali.

Questo è quello che mi piace degli Alt-J, il fatto che colorano fuori dai bordi, che riescono a creare ogni volta qualcosa di diverso e di nuovo, spingendosi oltre i limiti ed evadendo le definizioni.