Recensioni 4×1: Guè Pequeno; Goya; Vaz Tè; Benny The Butcher

Questa settimana abbiamo Guè a rinfrescarci l’estate, il romano Goya dalle fila del Wing Klan e il genovese Vaz Tè dalla Wild Bandana di Tedua. Spostandoci all’estero ci hanno colpito le crime-stories di Benny The Butcher.

Guè Pequeno – Gelida Estate EP

Il “G Nazionale” sembrava aver perso qualche colpo ultimamente, nonostante una carriera mai stanca di successi pareva mancasse un po’ di smalto ai suoi brani. In più a vederlo lì nelle poltrone dei salotti televisivi a duettare con Gigi d’Alessio non è che desse grandi speranze.

Già dall’anticipazione di Montenapo con Lazza però si percepiva una nuova grinta e con l’EP Gelida Estate l’abbiamo colta a pieno. Chiaramente non si è fatto mancare la hit commerciale con Bamba ma il resto del progetto è potentissimo. Il featuring col francese Farid Bang è la rifinitura finale che impreziosisce il disco e ne alza il valore.

Una valanga di stile e un’attitudine che brilla come il ghiaccio, anche quest’anno Gue guarda la scena dalle vette innevate.

Goya – Ghost

Roma ultimamente è una fucina di talenti e sperimentazioni e il Wing Klan ne è una delle più interessanti sfaccettature. Ghost è il primo album di Goya, componente della crew capitolina, precedentemente conosciuto come Tommy Toxxic.

Ghost è un album dal mood cupo, a tratti emo, che prende in prestito molto da tutta quella corrente americana di cui la Gothboiclique di Lil Peep è diventata portabandiera.
Un viaggio fra depressione e dolori d’amore, alienazione sociale e ansie ma pur sempre .

Il progetto è estremamente coerente anche grazie al flow e il timbro di voce di Goya, con un grosso aiuto dato dalle produzioni curate per la quasi totalità da NikeNinja. Ci sarebbe tanto da dire su un progetto così corposo (18 tracce) ma forse il modo migliore per capirlo è entrarci dentro. Una cosa però è certa: Roma è una fabbrica dell’arte.

Vaz Tè – Waiting Room

Genova è un’altra di quelle città che negli ultimi anni si è caratterizzata per la qualità dei prodotti portati, soprattutto grazie alla Wild Bandana. Dopo l’esplosione nel mainstream di Tedua e Izi ora è il turno di Vaz Tè, il re della drill italiana.

Waiting Room arriva dopo un lungo stop del rapper genovese a causa di una brutta frattura a una gamba e dal titolo possiamo capire che questa è solo un’anticipazione di ciò che Vaz Tè ha in serbo per i suoi fan.

L’album è una prova di forza dello stile genovese: produzioni curate, punchline dure e crude e feat sia dalla sua cerchia (Disme, Nader, Ill Rave Guesan, Bresh) sia esterni come Gianni Bismark, Sick Luke e Don Joe. Insomma Vaz ci ha dato un ottimo assaggio di quello che sta preparando.

Benny The Butcher – The Plugs I Met

The Plugs I Met trasmette l’atmosfera e la tensione di un film gangster sin dalla copertina, che raffigura un frame di Scarface. Batterie incalzanti e campioni cinematografici fanno da sfondo alle storie criminali di Benny The Butcher.

Il rapper di Buffalo ha fatto un progetto breve ma completo, chiamando alla sua corte artisti di spessore come Pusha T, Black Tought e Jadakiss oltre al suo socio Conway The Machine col quale milita in Griselda, crew nonchè etichetta vicina alla Shady Records di Eminem.

Sette racconti di strada e crimine immersi in una colonna sonora cupa e degna di un classico.