Recensioni 4×1: Achille Lauro; M¥SS KETA; Coez; Caleb.

Questa settimana le nostre Recensioni 4×1 sono tutte italiane e tutte dedicate all’amore: sia nella chiave romantica di Achille Lauro, Coez e Caleb sia in quella piccante di M¥SS KETA. Il disco d’esordio di Quentin 40 l’abbiamo saltato per svilupparlo più approfonditamente, non temete.

Achille Lauro – C’est La Vie

C’est La Vie è il secondo singolo di Achille Lauro estratto dall’album 1969 in uscita il 12 aprile, il primo ovviamente è il discussissimo Rolls Royce presentato a Sanremo.

Dopo i temi controversi portati sul palco dell’Ariston Lauro torna alle origini e si riconferma il rapper dell’amore di strada, l’amore turbolento e tormentato. Un testo diretto senza tanti giri di parole ma capace di rendere ben chiare le immagini che racconta.
Una vera e propria pugnalata al cuore per tutti gli animi tormentati dall’amore.

Menzione d’onore per Boss Doms che, come al solito, sforna un beat perfetto per il mood melancolico della canzone e conferma la sua vena artistica e da polistrumentista.
Le premesse per un altro grande disco per ora ci sono tutte.

M¥SS KETA – PAPRIKA

Da fenomeno ad icona: M¥SS KETA ha fatto il grande salto col suo terzo disco.
Ricercata nel sound e irriverente nei testi è stata dirompente sin dal primo momento, oggi dimostra di non aver perso lo smalto ma di averlo glitterato.

Con la partecipazione di Luchè, Guè, Gemitaiz, Quentin 40, Priestess, Wayne Santana e Mahmood la magnifica anti-diva della musica italiana ha fatto il suo primo album rap, senza però farsi mancare la vena festaiola col featuring di Gabry Ponte e le produzioni del fidato RIVA, che ha curato le sue più grandi hit.

Coez – È Sempre Bello

È Sempre Bello è il quinto disco da solista di Coez. Lo stile è quello a cui ci ha abituati da dopo la sua svolta pop, attualizzato alle sonorità dell’indie contemporaneo

. Con questo lavoro l’ex Brokenspeakers si riconferma un grande liricista e storyteller, sebbene la strada intrapresa sia ormai lontana dalle sue origini hiphop bisogna riconoscergli di essere stato un “gamechanger” nella scena italiana.

Dategli un ascolto e fidatevi che non ve ne pentirete, specialmente se la vostra vita sentimentale è un po’ incasinata.

Caleb – Sirene

Spesso ascoltando il cosiddetto “indie-rap” abbiamo a che fare con testi che sono belli nella scrittura ma non esaltanti se visti in una prospettiva rap (parliamo di metriche, incastri e quant’altro).
Caleb, membro della crew bolognese OTM, ha saputo prendere la musicalità e la poetica di questa corrente e applicarla alle sue capacità tecniche, sviluppate insieme a ZZ e Jhona con cui forma i Triflusso.

Il suo primo EP solista Sirene è un disco d’amore appannato dall’alcool, tematicamente in linea con il genere ma sperimentale e ricercato nelle sonorità.

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