Musica per bambini: di come Tarek è diventato Rancore

Rancore è uno dei rapper più conscious di tutta la scena rap italiana, forse anche più del professor Murubutu, a questo liricismo unisce una tecnica impeccabile, un fiato infinito e un estro fuori dal comune e tutto ciò è pienamente confermato dal suo ultimo album Musica per bambini.

guarda la nostra intervista:

Il concept dell’album è stato seguito fedelmente dall’inizio alla fine: partendo dalla copertina, passando per la tracklist, attraversando le produzioni e arrivando ai testi.
Musica per bambini è un album da ascoltare con l’ordine dato da Tarek, mi risulta assurdo anche solo pensare un ascolto casuale o di singole tracce, Musica per bambini è una storia che lega stretti tutti i brani con una catena che narra la vita di un essere umano dall’infanzia fino alla maturità lasciando comunque spazio a sviluppi singoli per le tracce e, proprio per il fatto di fermarsi al periodo post-adolescenziale, mi fa pensare che sia un disco autobiografico, la storia di Tarek che diventa Rancore.

Di solito non mi piace affrontare un album traccia per traccia, preferisco parlarne nel suo completo ma in questo caso sono proprio le singolarità a fare la completezza del progetto quindi mi calerò in un analisi più approfondita del solito.

Rancore parte forse addirittura con il momento precedente alla nascita: Underman, sotto-uomo alla lettera, un essere umano che ancora deve diventarlo, si passa ai primi Giocattoli e si arriva ai cartoni animati, Beep Beep, dal titolo chiaramente ispirato al famoso personaggio della Warner è tutto un pezzo in extrabeat proprio come richiamo al velocissimo pennuto.
Nonostante i titoli possano far pensare a temi abbastanza leggeri, come si addice all’infanzia, Rancore lascia una punta di inquietudine nelle tematiche affrontate e lo conferma con Depressissimo dove riprende il rito di usare “superlativi inutili” tipico dei bambini ma ne usa appunto uno che non fa parte delle espressioni o delle tematiche degli infanti.

Il bambino comincia a crescere e si appassiona alle prime fiabe che si mischiano alla mitologia dove principi si bagnano di Sangue di drago ed ecco che scoppia l’adolescenza con la passione per distruggersi gli arti allo Skatepark e la successiva ribellione a ogni autorità, che sia quella genitoriale o quella statale, con la frequentazione del “Centro Asociale” più vicino.

Da qui in poi comincia ad essere più difficile l’analisi, almeno per me, e questo forse è dovuto a una mera causa anagrafica, non sono ancora arrivato all’età di cui si parla qui: Arlecchino sembra narrare la storia dei primi lavori finite le scuole costretti a fare di tutto in giro per l’Italia, un po’ come la colorata maschera di carnevale. In questo ultimo trittico l’inquietudine di acuisce, d’altronde si comincia a parlare di un soggetto già più che cosciente che sa guardarsi dentro e che in una società come quella in cui viviamo sempre più frenetica e precaria si cerca riparo ovunque Quando piove.

Il disco si conclude con una sorta di presa di coscienza globale dell’esistenza in Questo pianeta con il raggiungimento della maturità.
Musica per bambini insomma come detto all’inizio è un disco che, sbilanciandomi, oserei dire perfetto, dai campionamenti tipici dei giochi infantili nelle prime tracce contrapposte a testi cupi. Musica per bambini è Rancore che racconta la sua vita con gli occhi di un adulto ma si lascia comunque la possibilità di raccontare altro in ogni canzone.

Ascoltatevelo perché è un disco che serve a tutti e a qualsiasi età.