Miguel Vila – Illustro chi illustra

Terzo appuntamento di “Illustro chi illustra“, nel quale vado a scovare illustratori e fumettisti che meritano di essere conosciuti nei meandri dell’Italia.

Questa settimana conosciamo Miguel Vila

Racconta chi sei, dove vivi, come ti identifichi nel mondo dell’arte e qual è il tuo percorso accademico. Sono Miguel Vila (nome vero, i miei genitori sono di origine argentina). Ho 26 anni (classe 1993) e vivo a Padova, città in cui sono nato. Mi definirei sostanzialmente un aspirante fumettista di graphic novel (dico aspirante perché non ho ancora mai pubblicato un vero libro tutto mio). Ho fatto triennio di Pittura all’Accademia di Belle Arti di Venezia. Successivamente ho fatto il biennio di Fumetto all’Accademia di Bologna, per cui di recente mi sono laureato.

Quali sono il tuo materiale preferito su cui disegnare e il tuo strumento preferito con cui disegnare? Finché lavoro con un tratto particolarmente grafico, non faccio scelte raffinate sul materiale artistico: disegno spesso su della carta semplice, anche per risparmiare. Sono molto più selettivo in un secondo momento quando scansiono i miei disegni su Photoshop, specialmente nella scelta dei colori, quale fase davvero fondamentale per la resa dei miei definitivi.

Qual è la tua aspirazione di carriera più alta? Pubblicare tantissime graphic novel, e costantemente; non una qualche volta occasionale ma sempre e comunque. Che siano fumetti buoni o fatti male non ha importanza, io lo vorrei come lavoro e basta.

Quanto cambia il tuo lavoro se è su commissione? Come lo sviluppi se è un processo creativo forzato? Dipende se le tematiche richieste coincidono con le mie o riescono comunque a stuzzicare la mia curiosità. Se in una commissione non trovo nulla del genere, l’operazione diventa per me faticosa, se non insopportabile.

Quanto è cambiato il tuo sguardo sulle cose da quando lo hai finalizzato alla riproduzione di ciò che vedi? Ovvio che è cambiato completamente. Dal momento in cui ho capito che è possibile raccontare tutto, ma proprio tutto ciò che vedo, il mio occhio non si riposa neanche un secondo e osserva con la massima attenzione qualsiasi cosa il mondo esterno ha da offrirci; pure gli elementi più banali e mediocri della nostra esistenza sono stimoli per la produzione artistica.

Chi ti ispira di più? Altri autori, i tuoi amici, i tuoi amori o chiunque. Innanzitutto, più di ogni altra cosa,  prendo molta ispirazione dal mio contesto urbano, quello in cui ho da sempre vissuto. Palazzi, facce e situazioni sono tre tipi di “architetture” che consentono una completa strutturazione di un mondo fittizio, che si potrebbe anche definirlo “nuovo”. Fra le mie letture preferite ci sono i fumetti di Chris Ware, Rick Drnaso  e Paolo Bacilieri, ma ad essere sinceri preferisco imparare più dai film che dalle graphic novel. Credo addirittura che fare fumetti ispirandosi solo ai fumetti sia terribilmente limitante.

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