“LIMONI” di Emanuele Rosso ci racconta quello che siamo

Cosa potrebbe accadere mentre stai andando alla festa della persona che ti piace?
Che ti baci? Che ti scarichi? Che tu rimanga bloccato/a in ascensore che con altre due persone che vanno alla festa per il tuo stesso identico motivo?

Tre ragazzi sulla trentina e dai nomi indefiniti, scalpitanti di andare alla festa di Elena, si ritrovano bloccati in ascensore, senza soluzioni attuabili.
Sconsolati, iniziano a confrontarsi sull’ambito più personale ed emotivo: le relazioni amorose e/o sessuali.

Grazie al buon vecchio escamotage del “un tipo che conosco” raccontano di loro stessi e di altri, delle più disparate esperienze, toccando tutti i gradi di importanza che una relazione può assumere, dalla tipa con cui esci e ti fai una volta a quella per cui perdi la testa e anche tutto il resto. Parlare di altri per risolvere noi stessi è sempre stato il modo migliore per capirci in modo più oggettivo, ma, soprattutto, per raccontarci senza remore, con tutti i dettagli che verrebbero omessi qualora venisse fuori il vero soggetto delle azioni.

Da donna, ho letto questo libro con una curiosità viscerale: in nessuna delle storie ho percepito la superficialità che spesso recrimino agli uomini riguardo le relazioni. Qualsiasi decisione, condivisibile o meno, viene valutata con estrema attenzione, attenzione per sè stessi e per l’altra persona.
Allo stesso tempo, credo che un uomo possa ritrovarsi in almeno una delle situazioni raccontate, non semplicemente perché ci si rispecchia ma sentendosi parte del racconto, come se in quell’ascensore ci fosse anche lui.

Non c’è generalizzazione: si parla di sesso senza sentimenti, di Tinder e di fare l’amore.
Nel 2019 il sesso non è più un tabù, come non lo è uscire con qualcuno conosciuto online, ma è diventato un tabù chiedere di uscire a qualcuno faccia a faccia senza sembrare famelici o imbarazzanti perché si esprime il proprio interesse. Abbiamo lasciato andare la profondità emotiva genuina, lasciando spazio ai colpi al cuore quando arriva un messaggio di tu sai chi (ma essendo solo a gennaio credo che avremo tempo di lavorare un po’ su questi tabù).

Graficamente è interessante l’uso di due colori differenti per ogni storia ed il ritorno alla “realtà” con un semplice tratto nero. La suddivisione in episodi rende la lettura leggera, sia chiaro non a livello contenutistico o formale, ma perché ti lascia un respiro diverso rispetto ad una storia sequenziale classica.
Non a caso l’autore è il poliedrico Emanuele Rosso, che oltre ad essere autore e fumettista, scrive, fotografa, insegna e fa radio.

Consigliato a tutti, perché ognuno possa trarne quello che più lo affascina da un racconto sentimentale fatto da un maschio ma non solo per i maschi.
C’è da aggiungere che fa pure ridere, nonostante io abbia descritto praticamente un saggio antropologico sulle relazioni odierne.