J. Cole sgrida i bambini drogati

J. Cole è uno dei pochi che riesce a tenere insieme le differenti generazioni dell’hiphop, per questo sente i nuovi giovani “trapper” come propri figli. Il problema è che i suoi figliocci osannano la droga, la moda, la vida loca, i soldi facili: tutti i piaceri effimeri da cui lui li aveva messi in guardia nei suoi precedenti album. Ora paparino ha perso la pazienza e il suo nuovo disco KOD (Kids On Drugz) è una severa bacchettata a tutti questi atteggiamenti spacconi e nichilistici.

Quando sei J. Cole ti senti addosso certe responsabilità: sei uno dei primi che ha portato il “conscious” nella trap e viceversa, sei uno che ha avuto un’esplosione mainstream pur restando underground nell’approccio, sei uno che ha innovato moltissimo senza rinnegare la propria storia.

Già in passato aveva espresso parole pesanti per i “Lil’ Whatever” (lil’ qualcosa), questa volta è uscito con una copertina che raffigura lui come un re, sotto la cui veste fanno capolino un gruppetto di bambini sotto l’effetto di sostanze diverse, gli stessi bambini che inseguono la banconota trainata dal suo trono nel video di ATM.

Ma questa non è la solita “cazziata” di un vecchio scorbutico, J. Cole è bene in grado di comprendere le nuove generazioni e di immedesimarsi in loro. L’ultima traccia di KOD, 1985, è quella che più entra in argomento e spiega benissimo la sua posizione:

All these niggas popping now is young
Tutti questi che stanno emergendo ora sono giovani
Everybody say the music that they make is dumb
Tutti dicono che la musica che fanno è stupida
I remember I was 18
Io ricordo quando avevo 18 anni
Money, pussy, parties, I was on the same thing
Soldi, figa, feste, pensavo alle stesse cose

Oltre alle critiche però J. Cole ha anche dei consigli per questi suoi eredi degeneri: li avverte che un giorno il loro pubblico maturerà e si stancherà di certe tematiche, gli consiglia di gestire bene e conservare i soldi che stanno facendo ora perchè finiranno e li mette in guardia su tutti i finti amici che li sostengono per opportunismo.

J. Cole ha ancora tanto da insegnare, sentite che ha da dirvi uno dei massimi liricisti del nostro tempo: