Intervista a File Toy: tra muse e vagoni

Il percorso di File Toy va dalle strade di San Benedetto del Tronto alle yard di Vienna fino ai palchi di tutta Italia con i suoi soci della Glory Hole records. Ce lo siamo fatto raccontare in occasione dell’instore che farà al Graffiti Bench di Bologna per lanciare il suo nuovo disco Euterpe.

Prima che il tuo nome finisse sulla copertina di un disco era sui vagoni dei treni: com’è avvenuto il passaggio dal writing al rap?
Guarda, un po’ come tutti quelli che si sono approcciati al rap negli anni ’90, si viveva un hip hop a 360 gradi; di conseguenza un po’ tutti rappavano, ma scrivevano comunque il loro nome in giro. Per me però i graffiti sono stati quella cosa magica che ti prende più di qualsiasi altra cosa, mi hanno praticamente insegnato a vivere, poi con i treni è iniziato un mondo assurdo. Giravi ovunque e conoscevi altri pazzi fulminati come te per questo gioco, in italia e fuori, connessioni pazzesche insomma. Dopo anni così però ho avuto dei problemi personali, dovevo trovare qualcos’altro che mi facesse sfogare, un qualcosa in più. Il rap è stato quel qualcosa.

Ti va di raccontarci un’esperienza adrenalinica vissuta tra le rotaie?
 Di aneddoti ne potrei avere a milioni, ma te ne cito uno, che poi è quello di cui parlo nella traccia “Le luci dei vagoni” . Si tratta di un wholecar a Vienna con uno dei miei partner in crime preferiti, ovvero Tucam: dopo aver dato una bella occhiata alla yard entriamo, con una temperatura tropicale che solo l’Austria può regalare, ossia un bel -10 gradi; pittiamo e al momento di luci e tag mi rendo conto che non sentivo più l’indice destro, non ti nascondo che vado in paranoia. Chiuse le luci e taggato il wholecar mi faccio anche tre throwup sull’altro vagone; il dito si risvegliò due ore dopo in albergo, dopo una sbornia epica, ma la parte adrenalinica è un’altra. La yard era sopra una collinetta e già stavamo correndo perchè ci avevano visti e avevano iniziato a rincorrerci dal deposito. Mentre scendiamo di corsa la collinetta, a 100 mt davanti alla macchina, c’era quella che credevo fosse una camionetta della polizia con i lampeggianti accesi. A quel punto io e Tucam ci guardiamo con la faccia che diceva “ok notte in cella” e posiamo a terra gli spray, ma invece di veder scendere due poliziotti dalla camionetta la camionetta parte a razzo e solo guardandola da dietro e leggendo la scritta ci siamo resi conto che stavamo per consegnarci rassegnati ai medici di un ambulanza. Ci guardiamo di nuovo, ci diamo entrambi del toy, saliamo in macchina e scoppiamo a ridere come due idioti: da lì è partita la mega sbornia!

Arriviamo al nuovo disco, Euterpe: ci spieghi il riferimento mitologico nel titolo?
Il titolo è stato un’idea di Dj Rogo. Euterpe è la musa della musica, quindi mi è piaciuta subito come idea. Parlare praticamente della musica nei testi mi lasciava molto libero sulla tematica, visto che l’importante era parlare di musica o semplicemente farla.

Ci sono molti featuring interessanti, come li hai scelti? E quali ti hanno stupito di più?
Qui la risposta è semplice, visto che scelgo le collaborazioni tra amici di vita. La collaborazione che mi ha reso particolarmente felice in questo disco è quella con Zampa e Inox in “Alba Rosa”: non avevamo mai collaborato insieme e ci siamo trovati a tirar fuori quella che a mio parere è una tra le tracce più fighe del disco.

GloryHole è una delle realtà più solide nel panorama underground italiano: com’è nato il rapporto con loro?
Con Glory Hole c’è un rapporto di affinità fin dalla nascita dell’etichetta, visto che ci sono dentro dal giorno uno. Con Mr. Gaz – il fondatore – siamo amici da quasi 25 anni ormai, quando ci ha riuniti a cena per chiederci se volevamo far parte di questo progetto il mio “sì” è stato automatico, visto che con tutti gli altri che erano al tavolo ci uscivo quasi tutti i giorni insieme e c’era un forte rapporto di amicizia. Il resto è storia.

Che progetti hai per il futuro ora che il disco è fuori?
Spero di riuscire a portare parecchio in giro questo disco, perchè ci tengo davvero molto. Mi piacerebbe riuscire ad unirlo sempre di più ad un discorso graffiti, come per esempio siamo riusciti a fare con l’instore da The graffiti bench a Bologna. Riuscire a portarlo in giro per delle jam non sarebbe affatto male.

Ci vediamo Venerdì 8 Novembre alle 17 al Grafftiti Bench, in via del Borgo 32a (Bologna), per un firmacopie con File Toy.

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