In the Flat Field: L’avanguardia post-punk dei Bauhaus

Tra il 1919 e il 1925 nasce il Bauhaus in Germania, scuola di architettura che rappresentò un punto fondamentale per tutti i movimenti di innovazione nel campo del design e dell’architettura del XX secolo. Probabilmente all’epoca Walter Gropius non si aspettava che nel 1978 avrebbe ispirato una band punk di Northampton.

Col primo singolo Bella Lugosi’s Dead, diventato poi un culto, i Bauhaus danno una scossa al mondo musicale di quel tempo, riuscendo a intrecciare gli elementi del punk con il gothic rock. Il gruppo inglese, influenzato da artisi come gli Stooges e i Sex Pistols, Kraftwerk, Roxy Music, James Brown e Lee “Scratch” Perry, aggiunge a questa miscela di punk e gothic rock anche elementi di musica elettronica, funk e dub reggae, creando una sonorità nuova, sconosciuta.

Nel 1980 esce il loro primo album, In The Flat Field, un disco senza il quale probabilmente molte band  non sarebbero state le stesse. Giusto per citarne qualcuna: Christian Death, Type O Negative, Misftis, Nine Inch Nails, Celtic Frost.
Dopo la brevissima esperienza dei Sex Pistols, che già avevano stravolto la concezione di “musica” creando qualcosa completamente fuori dagli schemi, alcuni artisti sentono l’esigenza di andare ancora oltre. Ecco perchè i Bauhaus insieme a tutto il movimento post-punk possono essere considerati un’avanguardia, che ebbe la capacità di andare oltre al conosciuto, sperimentando, fondendo, contaminando.

Dal primo all’ultimo pezzo di In The Flat Field l’ascoltatore viene immerso in un mondo fantastico, oscuro, fatto di sensazioni negative, incertezze, stati d’animo contrastanti, paura, quasi mostruoso. In un certo senso la vita dell’uomo nella realtà. E forse è proprio questo che rende l’album uno dei prodotti musicali più innovativi e avanguardistici della storia: attraverso la descrizione fantastica di un mondo che ci sembra lontano, leggendario, ci viene rappresentata la vita che tutti i giorni viviamo. Dimostra che le leggende non sono altro che un costrutto collettivo degli uomini in cui è rinchiusa la realtà. Le paure prendono forma nel concreto. Penso a tracce come Stygmata Martyr o anche Dark Entries, che rappresentano da un lato la paura del martirio, dell’essere crocifisso nella società per il proprio pensiero, e dall’altro l’attrazione e allo stesso tempo la repulsione per un amore malato.

Questo mondo che ci sembra molto lontano in realtà è più vicino di quanto pensiamo. Oggettivare sentimenti e sensazioni come la paura rende molto più facile accettare ed affrontare questi ultimi.
In conclusione non mi resta che consigliarvi di farvi rapire dal mondo tenebroso e insicuro dei Bauhaus e farvi trascinare dalle loro melodie oscure.