“Impiccate i bianchi”, il caso del rapper francese Nick Conrad

Prima era un pressochè sconosciuto rapper francese, ora è un caso internazionale attaccato dalle destre di tutta europa, Salvini compreso.

Il video di “Pendez Les Blaincs” di Nick Conrad è stato rimosso da tutte le piattaforme ed ora lui rischia fino a cinque anni di carcere e 45mila euro di risarcimento, non sono mancate le minacce di morte sui social.

Appena è scoppiato il polverone il rapper ha cercato di spiegare al giornale Le Parisien la sua intenzione:

Non si tratta di qualcuno che fa un appello pubblico al massacro (dei bianchi), è tutto passato attraverso il prisma dell’arte per esprimere qualcosa di ben più doloroso di ciò che può emergere in una prima lettura.”

“Entro negli asili / uccido i bambini bianchi / li prendo in fretta e impicco i loro genitori”.
Prese fuori contesto queste parole possono spaventare, e la destra francese non ha perso l’occasione per generare il fraintendimento ed alimentare la paura. Frasi come queste assumono un significato diverso se interpretate come parte di un brano provocatorio e paradossale, che non voleva incitare l’odio razziale ma proprio evidenziarlo, semplicemente invertendo vittime e carnefici. 

Vi lasciamo la traduzione integrale dell’intervista di Nick Conrad al Le Parisien

“Non è un’idea negativa.
È che ho davvero realizzato un’immagine speculare attraverso il senso che ho creato con il pezzo, bisogna prendere in considerazione il fatto che tutto è capovolto, invertito.
All’epoca- ma potremmo dire fino ad oggi – non era facile avere la pelle nera. Dunque, so bene che oggigiorno abbiamo la possibilità di vedere dei neri sulle riviste patinate un po’ ovunque ma questo non vuol dire necessariamente che si venga accettati come neri e che siamo pronti a fare dei sacrifici per essere davanti alla camera.

Ciò che cerco di spiegare in questa frase (della canzone) è ciò realmente succede, molte persone hanno diffuso immagini di violenza e torture in relazione alla pelle nera; non ho fatto altro che capovolgere tutto ciò che ho appreso fino ad adesso. Infatti, cose simili sono già risapute e percepite in questo modo dal punto di vista di un nero, quindi si pone la questione di invertire le cose nell’altro senso e mostrare che male questo possa fare di fatto.

Il rap è uno stile artistico particolare che bisogna capire, è uno stile particolare che bisogna anche saper leggere tra le righe nell’insieme e non solamente prendere alla lettera. È il proposito artistico che è passato alla trap, ovvero il fatto di sollevare delle questioni, dei veri temi sociali che è poi, per me, l’essenza del rap stesso. Anche se questo avviene per mezzo di parole violente e se si parla di brutalità, è comunque una caratteristica dell’hip hop.

Le persone se la sono presa sul personale un po’ come se la mia finzione avesse toccato, raggiunto la realtà. Ed è probabilmente perché è una questione delicata in Francia e perché è vero. Infatti, mi aspettavo che le persone capissero che siamo nel 2018 e che appunto abbiamo accesso all’educazione. Ci sono persone che non sono coscienti di ciò che l’essere umano nero è stato costretto a sopportare fino a qui.

Perché tutto ciò di cui ho parlato nel testo, ovvero i bianchi che le prendono dritte in faccia, è ciò che è realmente accaduto alla comunità nera. Tutti gli elementi di cui ho parlato non sono altro che episodi che la comunità nera ha subito.

Io non sono razzista. In generale, non c’è razzismo anti-bianchi o antisemita (nel mio video). Non sono razzista ma posso capire che prendendo le parole alla lettera mi si attribuisca questo aggettivo. Non si tratta di qualcuno che fa un appello pubblico al massacro (dei bianchi), è tutto passato attraverso il prisma dell’arte per esprimere qualcosa di ben più doloroso di ciò che può emergere in una prima lettura.

Questo parla a una comunità che non divide neri e bianchi ma che ci lega a una storia comune. Bisogna che si impari ad accettarsi l’un l’altro per riuscire a vivere davvero insieme, per me è questo.”

Grazie a Ledina Ndoj per la traduzione.