Greta Anzalone – Illustro chi illustra

Scrivo questo articolo con la leggerezza di chi ha finito decentemente questa sessione d’esami, vi auguro di govedervi la rubrica di “Illustro chi illustra” di questa settimana. Ho contattato Greta, con la quale ho collaborato ad una mostra questa estate. Pur non avendole parlato di persona, ma solo telematicamente, mi ha trasmesso grande equilibrio e tranquillità. Scopritela nell’intervista di questa settimana.

Mi presento, sono Greta Anzalone (@greta_anzalone), ho 20 anni e sono una bolognese “doc”. Sono una giovane illustratrice e graphic designer, da sempre intraprendo percorsi di studi legati all’arte e ora studio presso l’Istituto di Arti Applicate e Design (IAAD) di Bologna. Ciò che faccio è sempre stato incentrato sulla comunicazione, cerco di trasmettere dei concetti e delle idee tramite i miei disegni, per questo spero un giorno di poter unire il mio percorso attuale di studi con l’illustrazione.

Che musica ascolti mentre disegni? consigliaci un pezzo.  Spesso ho mille pensieri e sono a corto di idee, ma la musica in questo mi aiuta moltissimo. Mentre disegno ascolto musica che mi possa ispirare o che racconti delle storie, passo dal rap, all’indie, fino a cantanti francesi o belgi, e, infine, capita che finisco per ascoltare per la centesima volta Murubutu o i Baustelle. Consiglio tantissimo una giovane artista di nome Kaiit in particolare la sua canzone OG Luv Kush p.2

Quali sono i tuoi materiali preferiti su cui disegnare e il tuo strumento preferito con cui disegnare? Ho sempre amato il disegno digitale, inizialmente con la tavoletta grafica e poi con il mio fidato iPad, però sono anche molto legata anche alle tecniche cartacee come l’acquerello o semplicemente i disegni a matita. 

Mentre prepari un progetto importante, tendi a parlare con tutti o a chiuderti finché non hai finito? Quando mi concentro su un progetto mi chiudo un po’ nel mio mondo, ascolto buona musica e mi immergo in quello che devo fare. Una volta finito però tendo a confrontarmi molto e chiedere consigli, perché un parere esterno alla mia testa fa sempre bene e a volte mi fa aprire gli occhi.

Hai un piano fisso per lavorare entro una scadenza o ogni volta è una rivoluzione? Con gli impegni universitari imprevedibili, purtroppo, non ho un piano fisso, ci sono progetti o commissioni che consegno anche due settimane prima della scadenza o altri che consegno all’ultimo. Ogni volta è una rivoluzione.

Quanto cambia il tuo lavoro se è su commissione? Come lo sviluppi se è un processo creativo forzato? In genere, le commissioni che mi vengono richieste sono ritratti e mi piacciono molto, cerco di capire con il cliente quale sia il metodo e il formato migliore da utilizzare. Mi è capitato però di dovermi approcciare a temi che non mi rappresentavano e in quei casi ho cercato di approfondire, cercando un lato dell’argomento che mi potesse piacere e finora l’ho sempre trovato.

Chi ti ispira di più? Gli autori, i tuoi amici, i tuoi amori o chiunque. Sono sempre alla ricerca di qualcosa o qualcuno che mi desse ispirazione, seguo moltissimi artisti non solo italiani. Devo aggiungere che anche l’amore aiuta tanto, il mio ragazzo ha una mente incredibile, piena di idee ed è sempre disposto a darmi una mano.