Frenetik & Orang3 – ZeroSei: un affresco della Roma contemporanea

Dopo numerosi anni passati dietro la produzione di molti artisti italiani – condividendone con alcuni anche i palchi live – ed internazionali, Frenetik & Orang3, già parte del collettivo audiovisivo Frank Sent Us, approdano al primo album ufficiale: ZeroSei.

Uscito per Asian Fake , etichetta nata nel 2016 che sta portando all’ attenzione del pubblico italiano nuove ed interessanti realtà, il disco sviluppa nei 14 brani i risultati della ricerca musicale del duo: la marca di suono da loro definito “Space Hop”, che mescola sapientemente l’elettronica (con particolare orecchio a suoni liquidi, eterei e futuristici) al suono acustico. L’uscita del disco è stata accompagnata su Instagram con una foto-copertina differente per ogni brano legata ai luoghi romani di provenienza dei loro ospiti.

Si parte con Squalo e Ceres pezzo anthem che mette subito in primo piano, con una strofa dritta e aggressiva sorretta dalla batteria, lo sfondo del disco: ROMA. Il viaggio parte da Monte Sacro, “Il blocco è il quarto anche se cambi numero”. E sembra di vederli: Noyz Narcos insieme ai due camminare dal confine del quartiere lungo via Pietralata, poi su verso piazza Piazza Sempione conquistando le strade “Dar Tufello a Bande Nere, Squalo ai piedi e Ceres”, da Roma a Milano. Dal primo brano in poi ecco un aspetto portante di questa opera prima: la capacità di veicolare immagini vivide nella mente tramite la musica e i testi.

Immagini e sensazioni si accendono in Giornate Vuote con ospite al microfono Gemitaiz. L’eleganza e la cura delle parole coinvolgono l’ascoltatore e lo trasportano in una passeggiata sotto il sole lattiginoso di Serpentara che lascia gli ultimi istanti dell’estate mentre si parla di musica, d’amore, dell’importanza di credere in sé stessi. Di questa canzone hanno scritto gli stessi compositori: “è un brano su cui abbiamo lavorato tutti e tre insieme, facciamo così con Davide. All’interno del processo creativo non succede mai che Gemitaiz riceva il beat, ci scriva sopra e così si chiuda il brano”.

Solo per un momento è ora di fuggire da Roma per Interrail dove Carl Brave X Franco126 ci proiettano a Berlino e Londra. Il brano composto prima dell’uscita di Polaroid si apre in una giornata di pioggia, il suono di uccelli annuncia la necessità di partire in un’atmosfera malinconica sospesa nella nebbia: chissà se a Fiumicino si sentono i gabbiani.

Notturni sono i colori che dipingono insieme ai DARRN, progetto emergente proveniente dai Colli Albani – come mostra la copertina scelta- composto da due producer, un grafico e un cantante, con un brano che richiama le architetture musicali dell’inglese Burial. Questa parte del disco è quasi totalmente occupata dal nucleo di artisti Asian Fake, loro compagni di etichetta. Una collaborazione che genera interessanti frutti mostrando un’altra faccia del suono – fuori dai canoni del rap – che anima la Capitale. Sono: Venerus con Radiostella – unico non romano di nascita, ma di adozione nel disco-, MeghaVuoti di Memoria con un sound elettronico che spazia includendo vene ambient e liquid funk , Supernova con la bellissima voce di Martina May e l’oscura Cassandra del collettivo Sxrrxwland.

Colorato ed estivo è The Giant di Wrongonyou che mescola le sonorità elettroniche al folk in una melodia coinvolgente.

Maledetto Lunedì è il pezzo con Achille Lauro, nato da una session notturna in studio. Al confine tra canzone e poesia, la musica sembra avvolgere ogni frase di Lauro; incredibile l’ostinato synthwave lanciato dalla frase:

E le parole le incollo e via
Ma sono dettate da dei vuoti grandi
Il mondo è un’ enciclopedia
E noi che rinasciamo da milioni di anni

Monumentale il pezzo Casilina Love. La Roma della borgata diventa Los Angeles, con tutto il suo sole estivo il calore dell’asfalto che squaglia le Nike, e riempie ogni barra. Il Turco insieme ad Er Costa palleggiano sopra il beat che omaggia il G-Funk in chiave originale riprendendo l’atmosfera di California Love di 2 Pac e Dr. Dre, chiude il brano lo scratch di Dj Gengis sempre in ottima forma. Menzione d’onore al talkbox di Kique’ Velasquez.

Ottima anche la prova di Coez con Migliore di Me, che pur essendo registrata nel 2013 conserva un suono fresco ed attuale.

Non sono da meno i suoi ex compagni di crew Brokenspeakers Lucci e Hube che in Cuore e Fango mettono in versi la malinconia dei giorni passati. Fortissimo il ritornello di Giulia Anania che si allaccia alla tradizione della canzone romana.

Chiude il disco GemelloLucertole la sua vena poetica e pittorica dei versi qui si apre al cantato del ritornello.

Zerosei di Frenetik & Orang3 è un ottimo disco che mostra quanto alto sia il livello dei due produttori italiani, capaci non solo di trovare un sound che li caratterizzi ma anche di spaziare e saper rielaborare moltissima musica contemporanea: i quattordici brani non annoiano l’ascoltatore e mai risultano banali o ripetitivi.

La loro abilità sta nel saper tradurre in musica Roma con i suoi quartieri, le strade e i palazzoni di sfondo, gli scorci e la poesia delle mille sfumature che l’attraversano nei colori atmosferici. Nel saper valorizzare gli artisti chiamati all’ interno dell’opera, nel far emergere la creatività che si sviluppa quando la musica viene composta a contatto con chi si stima a livello umano ancor prima che artistico.