For The Cause: i Madball danno una lezione ai puristi – Recensione

Dopo 4 anni dall’uscita di Hardcore Lives, i Madball buttano fuori un nuovo LP: For The Cause.
Stiamo parlando di una band che ha rappresentato un pilastro nella formazione musicale di chi è cresciuto nella scena hardcore.

Attiva dal 1988, la band guidata da Freddy Cricien ha contribuito a creare il sound tipico dell’hardcore newyorkese che ha fatto scuola in tutto il modo, caratterizzato da una forte durezza e da ben poche melodie, da breakdown e da voci pesanti. Molti dei gruppi che oggi ascoltiamo hanno preso ispirazione dai Madball non solo per il sound, ma anche per l’attitudine e per i messaggi con i quali hanno portato avanti il progetto negli anni.

Il disco è di buona fattura, con due ottimi feat: uno con il rapper Ice T e dall’altro con Tim Armstrong (frontman dei Rancid). Per quanto abbiano evidentemente perso lo smalto e la freschezza di un tempo, i Madball si riconfermano solidi come band, e l’album non è certo da buttare. Potrei stare qua a dire le solite robe tipo “i primi LP sono meglio, non sono più quelli di Set If Off, quello era un capolavoro”, ma è noioso e inutile. Su questo aspetto voglio quindi tagliare corto.

L’album si ascolta volentieri e scorre piacevolmente, di certo non deluderà i fan di vecchia data e gli aficionados del sound di cui sono portatori Freddy e soci. Detto questo mi interessa aprire un discorso a cui tengo particolarmente, e questo articolo mi da la possibilità di farlo.

Soprattutto in europa, la cultura hardcore è rimasta parecchio lontana da quella hip hop, per quanto in realtà non siano così distanti per tantissimi elementi, il primo fra tutti è la provenienza, per entrambe, di ambienti duri come la strada e la prerogativa di entrambe era quella si dare voce a chi non ne aveva. In America questo è parecchio diverso, e le due culture sono state sempre molto unite, ela presenza di Ice T nell’album di una delle band hardcore più influenti lo dimostra.

madball for the causeFoto di T-Chrome Photos

Per rimarcare il concetto vorrei portare l’esempio di Ghostemane, artista molto interessante del panorama hip hop che unisce un genere come la trap all’hardcore e al metal  e che ha stretti rapporti con i Turnstile, gruppo di punta della scena hardcore americana in questo momento.

Cosa voglio dire con questo? In sintesi che per i puristi non c’è più posto. Chiudersi nella propria scena e nel proprio genere senza guardare altrove crea musica stagnante, ridondante, noiosa, tutta uguale. Se certe scene musicali sono arrivate agli sgoccioli è proprio per questo, si è rifiutata ogni minima novità barricandosi dietro al concetto di “purezza”.

Concludendo i Madball invecchiando non hanno perso smalto e credibilità ma soprattutto hanno trovato il modo di aprirsi al rinnovamento quindi ben vengano altri album come For the Cause.