Dirt O’Malley: originalità e sperimentazione da Palermo – Intervista

Ascoltando la musica di Dirt O’Malley ci imbattiamo in un trapper molto fresco, dalle idee chiare e decise, ma con stupore scopriamo che il rapper e producer di Palermo è giovanissimo, classe 1996. Alle spalle però ha già dei singoli molto apprezzati: Pacifico, Tropico, Fiori e Ultima con un flow originale e riconoscibile. Vanta due importanti collaborazioni: con il producer Stoner, giovane talento musicale palermitano famoso in Europa come dj Drum&Bass, e con Sine One, famoso per aver lavorato con Coez, Noyz Narcos, Gemitaiz, e Bloody Beetroots.

Il 10 luglio su tutti i digital stores è uscito il suo nuovo singolo Fam, con un concetto estremamente forte alla base che l’artista sintetizza così:la famiglia non è solo quella che mi aspetta a casa ma anche tutte quelle persone che insieme a me stanno proseguendo in questo lungo percorso. Senza di loro non ci sarebbe stata la ‘Fam’, senza il loro aiuto e il loro supporto a quest’ora non so dove sarei.” Il video è stato girato a Palermo, da Fele La Franca, con cui aveva già collaborato in Tropico, la visione di colori caldi con luci al neon su distese di sabbia si sposa benissimo con il suono ritmico e incalzante del rap. Molta cura anche nello styling a cura di We Are Guava, con pigiami di seta dai colori estivi a stampe floreali.

Abbiamo così fatto quattro chiacchiere con lui per scoprire di più sul singolo e su i suoi progetti futuri.

Rapper, Trapper e Producer: giovanissimo e già in carriera, ma chi è davvero Samuele Roberti in arte Dirt O’ Malley?
Ho iniziato a fare musica tardi.
Grazie alla passione per la musica dei miei genitori ho avuto la fortuna di ascoltare fin da bambino dal rap americano all’elettronica inglese, sono cresciuto a suon di Aphex Twin, Wu Tang Clan e una miriade di altri artisti che in qualche modo hanno influenzato il mio modo di percepire e fare musica.
Tutto però, è nato in maniera puramente casuale, non mi sarei aspettato di intraprendere questa carriera ma è semplicemente successo, è stato un colpo di fulmine, un qualcosa più forte di me che mi ha portato a distogliere l’attenzione da tutte le altre cose che facevo concentrandomi solo sulla produzione e la registrazione musicale. 

Fam, il tuo nuovo singolo, è una dedica alla tua famiglia, non solo di sangue ma anche quella che ti accompagna nel tuo percorso artistico. Quanto è importante per te il supporto delle persone care?
Il supporto della mia Fam è vitale, senza il loro sostegno non avrei intrapreso questo percorso.
Ormai però non si tratta solo di supporto bensì un intreccio tra tutti i nostri mondi e le nostre capacità e questo ha fatto si che ognuno si ritagliasse un ruolo ben delineato all’interno del progetto.

Sto aspettando domani solo per dirti che vado fuori di me”. Cosa ti fa dare di matto e andare fuori di te?
L’ansia è ciò che mi fa venire voglia di scappare da me stesso, di correre via senza guardarmi indietro.
Molte volte mi soffermo troppo tempo a pensare e ripensare ai possibili risvolti che una determinata azione può portare e questo tende a bloccarmi e a farmi vivere alcune situazioni con troppa poca leggerezza.

Fam nasce durante la quarantena. Come hai vissuto questo periodo storico molto particolare?
Inizialmente male, molto male.
Non vi nascondo che sono ipocondriaco e svegliarsi da un giorno all’altro con una pandemia alle porte non è stato il massimo, uno dei miei peggiori incubi che si avvera.
Per fortuna sono riuscito a razionalizzare la cosa e grazie alla musica ho trovato una via di fuga da tutto quello che mi stava succedendo attorno.

Hai creato dei videoclip molto caratteristici, con colori accesi, che riflettono bene la tua musica. La città di sfondo è una raggiante Palermo. Quanto sei legato a questa ambientazione e quanto ha influito questa città sulla tua musica?
Palermo influisce tantissimo su quello che scrivo. Palermo si ama e si odia, è una città stupenda ma da poche possibilità.
Vivrei per sempre qui, ma non so cosa accadrà in futuro… vedremo!

I tuoi testi sono riflessivi e malinconici, ma la freschezza del sound con synth e batterie rende tutto fluidamente rilassante. Quanto ti piace sperimentare nei tuoi pezzi?
Amo sperimentare, non sono una persona che si sofferma su una cosa e la ripete all’infinito, ho bisogno di andare sempre oltre. Ogni traccia è un mondo a se con un’infinità di possibili sfaccettature.
Amo la musica per ciò che è, non per il genere che la racchiude, infatti in cantiere abbiamo tantissime canzoni con sound e tempi sempre diversi e non vedo l’ora di farle uscire.

Quali sono le canzoni che ti hanno ispirato e cosa consiglieresti di ascoltare per questa estate 2020?
Di musica da consigliare ne avrei davvero tanta partendo dall’ultimo mixtape di Drake (Dark Lane Demo Tapes) a Oliver Tree che continua a stupirmi sempre di più, fino ad arrivare a Isaiah Rashad che ormai mi tormenta da cinque anni, Childish Major, Freddie Gibbs, Westside Gunn, Pufuleti, The Blaze, Weval e molti altri ancora.

Passiamo dall’odiarci al dirci che ci amiamo”, l’eterna lotta dei sentimenti, odi et amo. Quanto è importante per te l’Amore in tutte le sue sfaccettature?
Da buon “sentimentalone” l’amore per me è tutto, sono una persona passionale che tende a vivere tutto in maniera molto accesa in tutti i campi sia che si parli di amore sia che si parli di amicizia o di lavoro.
Tendo molte volte ad avere una visione troppo benevola delle cose e questo molte volte mi porta a scontrarmi con la realtà.

Inizialmente scrivevi testi in inglese, ma poi hai cambiato rotta con l’Italiano. Cosa ne pensi della scena hiphop Italiana del momento? Sentiremo mai qualcosa in inglese dei tuoi esordi?
Apprezzo molto la scena del momento, mi fa piacere vedere che molti nuovi artisti o gruppi provengano da città con realtà che venivano date per spacciate. Vedo tanto fervore e questo è davvero bello.
Per quanto riguarda lo scrivere in inglese l’ho fatto per anni, era una fissazione, volevo a tutti i costi fare musica in inglese ma ovviamente non mi sentivo credibile mentre lo facevo. Questo provarci e riprovarci mi ha portato a cambiare rotta e lingua. Ho dovuto sbatterci la testa per un po’ prima di capire quello che volevo realmente.

Prossimamente uscirà il tuo primo EP. Hai altri progetti e sogni nel cassetto?
L’EP c’è, anzi gli EP ci sono! Per la data di uscita ancora non posso dirvi molto ma ci stiamo lavorando, non vedo l’ora di farle sentire a tutti.
Stiamo lavorando tantissimo per creare qualcosa di speciale e grazie all’aiuto di Fele, Sine e della Parlachiaro, sono sicuro che faremo un ottimo lavoro.

Giada Consiglio

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