Dark Side of Arturo: dalla vetta del successo all’orlo del suicidio

È ormai confermato che Side sia uscito dalla Dark Polo Gang, il primo annuncio è arrivato dal padre Francesco Bruni (regista di successo) durante una conferenza. La rottura con la crew era stata anticipata da un pesante tracollo psicologico in cui, tramite storie Instagram, Side chiedeva ai fan di essere chiamato col suo nome, Arturo, come a ricercare un’identità smarrita e un legame più diretto con gli ascoltatori.

Nella sua recente intervista a Noisey emerge il peso psicologico che il successo della Dark Polo ha avuto su di lui e su tutto il gruppo: “I soldi ti cambiano la testa, ti cambiano completamente”, dice, prima di raccontare come la naturalezza e la spontaneità con cui tutto era iniziato oggi siano svanite, schiacciate dalla “schematicità” del mercato discografico.

È evidente che la DPG stia cercando di ripulire la propria immagine e la conferma la troviamo in British, nuovo singolo in cui si punta tutto sul virale eliminando gli argomenti più scomodi come l’abuso di droga o la criminalità. Side in questo progetto non poteva più starci: i suoi problemi con le sostanze sono quanto di più lontano dall’immaginario colorato e bambinesco assunto dalla crew negli ultimi mesi.

E arriviamo così al  singolo Medicine: 2 minuti di canzone rilasciati gratuitamente su SoundCloud, nessun ritornello, atmosfera cupa e angosciante, poche frasi che però arrivano dritte all’ascoltatore, che non può fare a meno di empatizzare. In questa traccia la figura felice e spensierata che dava nella Dark Polo Gang è completamente svanita, sono i lati più oscuri della sua anima ad emergere, arrivando a toccare tematiche importanti come il suicidio. 

Sta proprio nel confronto tra queste due tracce, il tormentone British e l’introspettiva Medicine, la chiave di lettura per leggere questa separazione. Side è improponibile al grande pubblico, troppo lontano dai “costumi” dell’etichetta di Fedez e di conseguenza incompatibile con i progetti della crew. Probabilmente in questo momento della sua vita ha anche esigenze artistiche diverse, il bisogno di esorcizzare un malessere che gli altri membri del gruppo non vivono.

Medicine mi ha colpito perché a differenza di quello che aveva fatto negli ultimi due anni, Side ha prodotto un testo diretto e davvero toccante, che suona molto come un grido d’aiuto. Credo che in questo momento il progetto di Arturo sia quello di voler creare una propria scena di riferimento, cercando di portare in Italia quella sorta di “emo-trap” proposta in America da artisti come Lil Xan o il defunto Lil Peep.

“Dai diamanti non nasce niente” diceva un cantautore genovese, dal malessere e dal dolore si può invece distillare un potente antidoto: in questi tempi in cui gli psicofarmaci vedono una popolarità senza precedenti avere un artista che sia in grado di parlare apertamente di suicidio e tossicodipendenza ai ragazzi è più importante di quanto sembri.

Auguriamo ad Arturo di riprendersi al più presto e speriamo che da tutta questa sofferenza possa trarre qualcosa di buono per se e per tutti coloro che si trovano nella sua situazione.