Cosa ci insegna la morte di Mac Miller, a partire dal suo ultimo disco “Swimming”

Photo: Christaan Felber for Vulture

Con Swimming, Mac Miller ci ha dato un ultimo consiglio prima di lasciarci: la mente umana è vasta e profonda come il mare, bisogna imparare a nuotare per non affogarci dentro. 

La notizia della morte di Mac Miller ha sconvolto un po’ tutti, interrompendo la spensieratezza di un’estate ormai agli sgoccioli. In questo articolo andremo ad analizzare alcuni spezzoni del suo ultimo disco, in cui emerge il suo rapporto con le sostanze e la sua lotta per la salute mentale.

Nella notte del 7 Settembre il rapper è stato trovato morto nella sua casa a Los Angeles a soli 26 anni, la causa del decesso si presume sia overdose ma ancora deve essere confermata dai test. Noi l’avevamo definito uno dei prodigi della nostra generazione ma probabilmente Mac Miller ha rappresentato ben più di questo.

Se il rammarico degli ascoltatori è stato grande, ancora più doloroso è stato per la sua ex e per tutti i suoi amici e colleghi: Schoolboy Q ha persino rimandato l’uscita del suo nuovo disco per riprendersi da questa perdita.

Dopo il decessi per overdose di Lil Peep e di Demi Lovato, questo nuovo episodio ha riaperto fortemente il dibattito sull’uso delle sostanze all’interno del settore musicale e dello spettacolo. Sicuramente Mac stava passando un periodo difficile, tra la rottura con Ariana Grande e l’arresto a maggio, dopo che si era allontanato dalla sua macchina in seguito ad un incidente, probabilmente per scappare ad un alcol test.

Sebbene l’immagine che abbiamo di lui sia sempre stata quella di un ragazzo spensierato, giocoso e sorridente,  i segnali della sua instabilità si possono trovare facilmente nel suo ultimo disco Swimming: un progetto estremamente intimo e profondo, uscito solo un mese prima della sua morte.

Partiamo proprio dalla prima traccia, Come Back To Heart, in cui troviamo subito la chiave di lettura del progetto:

And I was drowning, but now I’m swimming
Through stressful waters to relief

“Stavo affogando, ma ora sto nuotando” spiega alla perfezione il concept di Swimming: lo sforzo di nuotare per restare a galla quando si è schiacciati dal dolore e dalle avversità. In questo brano Mac ci parla apertamente del suo complicato stato mentale: “Mi serve solo una via d’uscita dalla mia di testa / Farei di tutto per una via d’uscita dalla mia testa”.

I just need a way out of my head
I’ll do anything for a way out
Of my head

In Hurt Feelings, prodotta da J Cole, inizia ad apparire anche il suo problema con la droga.

I keep my head above the water (water)
My eyes is gettin’ bigger, so the world is gettin’ smaller (smaller)
I’ve been gettin’ richer but that only made me crazy”

“Tengo la testa sopra l’acqua”approfondisce la metafora del nuoto che da titolo al disco. Il tema della droga invece appare subito dopo: “I miei occhi diventano più grandi così il mondo diventa più piccolo” si riferisce infatti alla dilatazione delle pupille causata da molti stupefacenti.
La barra successiva: “Sono diventato più ricco ma questo mi ha reso solo più pazzo” apre una nuova tematica: il successo e la fama nelle loro contraddizioni.

In Small Words veniamo a conoscenza del fatto che Mac Miller aveva già rischiato con le droghe in passato: “Dio sa se ci sono andato vicino (non provateci a casa)”.

I might trip, I never fall
God know’s I’ve came close (don’t try this at home)

Il brano continua con un altro parallelismo tra ricchezza e sanità mentale, che rimarca quello che dicevamo su Kids See Ghosts, il progetto di Kanye West e Kid Cudi dopo i rispettivi ricoveri psichiatrici.

You never told me being rich was so lonely
Nobody know me, oh well
Hard to complain from this five star hotel”

“Non mi avevi mai detto che essere ricchi fosse così solitario” e prosegue rimarcando il dualismo soldi/felicità: “difficile lamentarsi in questo hotel a cinque stelle”.

Nel brano Self Care invece vediamo un Mac Miller più che mai consapevole della sua condizione psichica: “Si, stavo leggendo quei segni / Stavo perdendo la testa”.

Yeah, I been reading them signs
I been losin’ my, I been losin’ my, I been losin’ my mind, yeah

Il video della canzone contiene anche una riflessione sulla morte, vediamo Mac Miller sepolto vivo che incide sulla sua bara “memento mori”: ricordati che devi morire. Rompendo a pugni il legno riesce ad uscirne, la base cambia e vediamo Mac Miller risorto fluttuare tra esplosioni e fumogeni: “Ho tutto il tempo del mondo, quindi per ora mi sto rilassando / In più  so che è un sentimento bellissimo, nell’oblio”.

I got all the time in the world, so for now I’m just chilling
Plus I know it’s a, it’s a beautiful feeling, in oblivion, yeah, yeah
Oblivion, yeah, yeah, oblivion, yeah, yeah

Mac nuotava nella burrasca da tempo e non sempre si ha qualcosa a cui aggrappiarsi, così le droghe che gli consentivano di galleggiare di tanto in tanto sono state quelle che lo hanno portato a fondo.