Come i BADBADNOTGOOD hanno riavvicinato jazz e rap

Prima del 2010 erano solo quattro studenti del conservatorio di Toronto che condividevano una grande passione per l’hiphop, oggi sono uno dei quartetti jazz più innovativi e sperimentali in circolazione: Matthew Tavares (tastierista), Chester Hansen (bassista), Leland Whitty (sassofonista), e Alexander Sowinski (batterista) sono i BADBADNOTGOOD.

Si ritrovano nel seminterrato di Sowinski per spararsi  delle jam-session interminabili in cui reinterpretano in chiave jazz brani hiphop di ogni genere: classici, sperimentali, trap e chi più ne ha più ne metta. Decidono di pubblicare una di queste su YouTube, in cui reinterpretano alcuni brani della Odd Future, la crew di Tyler, the Creator. Succede poi che Tyler li senta e ne sia così colpito da andare lui stesso in quella cantina a suonare con loro, regalandoci alcune performance indimenticabili tra cui questa, in cui smatta più del solito.

Il gruppo pubblica BBNG 1 e 2, due cover album che spaziano da MF DOOM a Wacka Flocka Flame fino a Kanye West, girano parecchi festival e pubblicano anche due album di inediti, intitolati III e IV (quest’ultimo vede la collaborazione di Kaytranada).

Ciò che secondo me li rende così importanti per la scena però non è la loro produzione strumentali ma le loro collaborazioni coi rapper, perchè a livello musicale hiphop e jazz sono sempre rimasti vicini ed inscindibilmente collegati, non è sempre stato lo stesso per jazz e “rap”, nel senso stretto del rappare su basi jazz. Non cito uno a caso ma Miles Davis, che nel ’92 ci ha regalato una perla di album insieme a Easy Mo Bee. Il giro iniziale vi potrebbe essere familiare.

Ma torniamo ai nostri quattro di Toronto e arriviamo a Sour Soul, un intero album insieme a Ghostface Killah del Wu Tang Clan, dentro ci sono collaborazioni con Elzhi, Danny Brown ed anche MF DOOM, accompagnata da un video fanta-poliziesco recitato magistralmente da Hodgy Beats della Odd Future. Appaino anche in diversi album di rapper affermati producendo Hoarse per Earl Sweatshirt e Drowning per Mick Jenkins, il loro brano con Kaytranada viene remixato e rappato da Snoop Dogg e partecipano alla colonna sonora di The Man With The Iron Fist, diretto da RZA.

Il fascino della jam-session però rimane inarrivabile, ma con Tyler era troppo facile: lui è uno già bello “jazz” di suo in quello che fa, un mostro di sperimentazione e spontaneità oltre che un artista degno di questo nome. Con Denzel Curry è tutta un’altra storia, parliamo di un rapper potente e diretto, senza fronzoli, solo beattoni e rap. Stavolta i BADBADNOTGOOD devono riarrangiare due dei suoi brani più famosi, Ultimate e Sick & Tired, Denzel sembra piuttosto preso bene dalla cosa. Il risultato è qualcosa di completamente nuovo: il rap e il jazz si incontrano senza mescolarsi, entrambi i suoni si percepiscono in maniera distinta e la musica trionfa.

La cultura hiphop deve essere grata ai BADNOTGOOD, tutta la musica deve esserlo, io lo sono perchè sentire uno che trappa su una batteria jazz è la cosa più bella del mondo.
Vi lascio con una playlist delle più piacevoli contaminazioni operate dal quartetto, così non dovete spulciarveli voi (anche se dovreste visto che su Spotify non ci sono i cover album BBNG).