Censurata la mostra di Porno Per Bambini a Milano

Dopo Medine e Nick Conrad in Francia e DrefGold a Rovereto torniamo a parlare di censura, un argomento che nel 2018 ci piacerebbe trattare solamente al passato.

Questa volta la scure del bigottismo si abbatte su Porno Per Bambini, un fumettista specializzato in immagini umoristiche a sfondo erotico, che ha scelto questo nome per via del suo stile naive ed infantile.
Come sempre è la destra a dar prova dei propri enormi limiti cognitivi e mentali, accusando l’artista di “sdoganare la pedofilia” con le proprie vignette. Forza Nuova ha persino scomodato l’Organizzazione Mondiale della Sanità come complice di questo presunto “sdoganamento” e il Partito Democratico (non volendo essere da meno) si è schierato contro l’artista senza nemmeno sforzarsi di indagare: “qualcuno dovrà dare delle spiegazioni” tuona la consigliera PD contro il Santeria Social Club, che avrebbe dovuto ospitare l’evento.

 

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no see no hear no speak

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Eppure basta un’occhiata alle sue vignette per capire che non c’è nulla di pedopornografico nell’umorismo di Porno Per Bambini, ma nemmeno di prettamente pornografico: c’è quella sessualità quasi innocente che possiamo ritrovare nelle battute “sporche” dei bambini. Lo stile di disegno non si sforza minimamente di rendere erotiche e sensuali le immagini ma anzi le appiattisce e le stilizza in maniera estremamente caricaturale.

Ma anche se così non fosse, e ci trovassimo davanti a un disegnatore specializzato in pornografia a fumetti, non sarebbe comunque un evento rivolto ai bambini e in nessun caso andrebbe censurato.

La destra e i movimenti pro-vita l’hanno avuta vinta anche stavolta, in un’epoca in cui la chiusura mentale sembra farla da padrona ovunque non c’è spazio per un pensiero divergente, un’idea fuori dai canoni, una purchè minima provocazione.

Fortunatamente lo spazio bianco di un foglio è un piano infinito, libero, senza le regole e i confini che tanto piacciono a razzisti e bigotti.