Brazil Street Art: Viaggio nel muralismo brasiliano.

Ci piacerebbe essere un magazine milionario ed andare in giro per il mondo a scoprire e documentare le scene di tutti i continenti, ma siamo poveri in canna. In compenso però internet è un ottimo “satellite” e ci permette di viaggiare e conoscere artisti incredibili da tutto il globo.

Da questo desiderio e da queste possibilità nasce la rubrica “Viaggio Nelle Scene” che riproporremo in tutte le categorie di questo sito, sia per l’arte che per la musica. Oggi iniziamo dal Brasile e dalla sua comunità di street-artist.

B-47

Dênis Rodrigues de Freitas e Tiago Ramos Gasques sono due artisti dalle attitudini molto differenti: uno è fortmenete legato al disegno, l’altro alle forme pure e le texture geometriche. Nelle loro opere elementi che ricordano l’arte suprematista si fondono con disegni realizzanti emulando il segno della matita con bombolette e pennelli.

Il risultato è entusiasmante ed ancora più sorprendente è vedere come due artisti dalle influenze opposte possano creare qualcosa di unico e maestoso.

Credits @b47sp

 

Zezao

Zezao è un artista attivo da molti anni a Sao Paulo; le sue onde hanno ormai rinfrescato le mura di tutta la città ma non si è limitato alla superficie: nel corso degli anni ha realizzato serie di dipinti nel sottosuolo fognario della città e nei canali che la attraversano.

Il suo marchio di fabbrica sono forme fluide ed intricate caratterizzate da colori acquatici, geroglifici contemporanei che tracciano una linea di continuità con l’arte dei nativi.

Credits @zezao_sp

 

Alvim

La pittura di Thiago Alvim alterna elementi organici ed elementi astratti in un intreccio indistricabile di liane, sfere, forme e volumi.
Una delle cose che più mi ha colpito del suo stile è il suo modo di creare il chiaroscuro con un dotwork a metà tra il puntinismo post-impressionista e la pixel art.

Credits @alvvvvim

 

Medo

Finora abbiamo visto la faccia più calda e colorata del Brasile, con Medo iniziamo a conoscere anche lati più oscuri: grandi volti neri con maschere, teschi rossi dal ghigno malefico alternati a soggetti a sfondo politico in cui gli incubi della metropoli prendono forma.
In brasiliano infatti la parola “medo” significa paura.

Credits @medoedemencia

 

Ethos

Nelle opere di Claudio Ethos trova respiro un intimismo surreale i cui protagonisti sono esseri umani ridotti ad ectoplasmi, spiriti che metaforizzano le paure e le incertezze della società. Anche nella produzione murale si può denotare il talento dell’artista nello sfumato che esercita spesso con le penne a sfera.

Credits @claudioethos

 

Si conclude così il nostro primo Viaggio Nelle Scene: il Brasile è una terra che ci ha lasciato il suo clima solare ma anche le sue ombre, la felicità che scorre tra le rue ma anche i drammi delle favelas. Torneremo presto a documentare quello che si muove nel sottosuolo culturale di tutto il mondo, nemmeno il tempo di disfare i bagagli!