Battery: For The Rejected By The Rejected

Nel luglio 2017 è uscito For The Rejected By The Rejected, nuovo lavoro della storica band Straight Edge di Washington DC: i Battery.

Aderenti alla subcultura dello Youth Crew sviluppatasi a New York nella seconda metà degli anni ’80 come derivazione della filosofia Straight Edge. I Battery pubblicarono 3 LP ed una manciata di EP e di singoli tra il 1991 e il 1998, segnando il mondo dell’hardcore punk in maniera profonda, soprattutto con l’album di debutto, Only The Diehard Remain del 1994, portando una ventata di aria fresca nel genere.

Ora, dopo quasi 20 anni di silenzio, l’hardcore band americana torna a fare parlare di se con questo ultimo lavoro uscito per Revelation Record (storica label indipendente fondata da Ray Cappo, fondatore degli Youth of Today), anticipato da un singolo uscito in Aprile.

Ma veniamo all’album.

Dopo 19 anni non era certo facile produrre un album che mantenesse lo spirito della band senza snaturarlo. Beh, i Battery ci sono riusciti in pieno. In questo LP di 14 tracce (per un totale di circa una mezz’ora) ritroviamo le caratteristiche che hanno reso celebre la band. Un punk veloce, senza fronzoli, con pesanti breakdown e parti tipiche del melodic hardcore. Un lavoro che scorre benissimo, senza mai annoiare e senza punti di calo, che sicuramente farà scatenare non solo i fan della band, ma tutti gli amanti dello Youth Crew e più in generale anche dell’Hardcore. A mio parere, la band americana è riuscita a eguagliare il livello del loro storico album di debutto, e forse pure a superarlo.

Sicuramente lo spirito dei Battery degli anni ’90 è rimasto intatto. Per quanto riguarda i contenuti già il titolo li anticipava: “Per i Reietti Dai Reietti”, un qualcosa che andasse a parlare a tutti coloro che, proprio come i componenti della band, si sono sempre sentiti estranei all’interno di questa società, che hanno vissuto constantemente la lotta tra la rabbia giovanile e una sensazione di inadeguatezza e depressione causata dall’essere diverso.

Ora quei ragazzi, superata la giovinezza, sono cresciuti, e devono necessariamente affrontare la vita adulta. All’uscita del singolo, il batterista Jason Hamacher ha dichiarato: “E’ surrale sedersi qui con Ken (Olden, chitarrista) e Brian (McTernan, vocalist) e scrivere questa canzone. Sono passati 20 anni da quando i Battery hanno creato musica per l’ultima volta e non eravamo sicuri che saremmo tornati insieme. Quando Brian mi ha mandato la parte vocale di questo pezzo ho pianto fino alla fine. Per me dopo tutti questi anni le forti emozioni che provavo non sono cambiate. Tutte le nostre canzoni hanno affrontato una intensa lotta personale tra la rabbia giovanile e la depressione, e ora parleranno delle paure e delle speranze dell’età adulta.

“Tutte le nostre canzoni hanno affrontato un’intensa lotta personale
tra la rabbia giovanile e la depressione,
ora parleranno delle paure e delle speranze dell’età adulta.”

I Battery quindi, dopo 20 anni di silenzio, ci lasciano un album che racconta la loro crescita, come singoli membri e come gruppo. Dalle difficoltà della giovinezza all’età adulta, dai primi drammi giovanili al ritrovarsi a 40 anni dovendo fare un primo bilancio della propria vita, davanti alle speranze e alle costanti paure di un adulto.

L’ascolto di questo lavoro, che, per tutti credo (come per la band), rappresenterà una crescita personale, è fondamentale per tutti i cultori del genere e a me non resta che lasciarvi a mezz’ora di pura velocità.