Bagigias – Illustro chi illustra

Questa settimana a “Illustro chi illustra” parliamo con @bagigias, una delle mie scoperte preferite del 2019. Semplice, intensa e dritta al punto. Proprio quello che avrei sempre voluto essere. Godetevi le sue parole qui sotto.
Il mio nome è Arianna, ma per gli amici sono Bagi, Bagis, Bagia e tutte le altre variazioni di “Bagigias“. Ho ventun’anni e sono nata a Torino, dove studio Diritto all’università. Non ho una vera formazione artistica, disegno per sciogliere i gomitoli di pensiero che mi affollano la testa.
Che musica ascolti mentre disegni? Consigliaci un pezzo.
Non ascolto musica mentre disegno, tuttavia, se dovessi scegliere, direi “These Days” di Nico, che non mi stanca mai o “Stephanie Says” dei Velvet Underground. Anzi, tutto l’album “The Velvet Underground & Nico”, che è la combo perfetta.
Chi ti ispira di più? Altri autori, i tuoi amici, i tuoi amori o chiunque.
Qualsiasi oggetto di percezione sensoriale: conversazioni, film, podcast… L’assimilazione degli stimoli esterni è, per me, un passaggio fondamentale. A volte girano e rigirano dentro la pancia per settimane prima di diventare un “disegnino”.
Quali sono il tuo materiale preferito su cui disegnare e il tuo strumento preferito con cui disegnare?
Carta bianca per stampanti e penna a gel nero (0.5) di MUJI. Classico.
Mentre prepari un progetto importante, tendi a parlarne con tutti o a chiuderti finché non hai finito?
Ho un’idea al giorno e ne parlo con chiunque mi capiti di fronte, ma sono più i progetti non realizzati di quelli portati a termine. È proprio l’entusiasmo intrinseco alla progettualità, la possibilità contenuta nelle parole che mi parlano di un futuro vicino, quel che più mi piace della vita.
Cos’era il primo disegno che hai visto di cui hai ricordo? E il primo che hai fatto?
Scarabocchi colorati, forse. Non è cambiato molto da allora, solo la scelta del bianco e nero.
Quanto è cambiato il tuo sguardo sulle cose da quando lo hai finalizzato alla riproduzione di ciò che vedi?
Radicalmente. Ora presto maggiore attenzione ai dettagli e alle sensazioni che percepisco in un determinato istante e provo a cristallizzarli nella memoria, così da poterli riprodurre in un momento successivo.