Angelo Licciardello – Illustro chi illlustra

Con Angelo inizia la rubrica “Illustro chi illustra” che esplora il mondo dell’illustrazione e del fumetto tramite la voce di chi li fa, nasce per dare uno sguardo più da vicino agli artisti italiani dei quali ti salvi un’immagine sul telefono o stacchi un poster di un evento per appendertelo in camera.

Questa settimana ho intervistato Angelo Licciardello


@angelo_licciardello_ foto e autoritratto

Racconta chi sei, dove vivi, come ti identifichi nel mondo dell’arte e qual è il tuo percorso accademico.
Sono Angelo Licciardello, ho ventinove anni. Sono siciliano ma attualmente vivo a Venezia, faccio fatica a distinguere le arti applicate dalle arti maggiori. Ho fatto il liceo artistico, poi l’Accademia di belle arti di Catania, l’anno scorso ho frequentato il MiMaster, un master di illustrazione a Milano e adesso studio per la magistrale in Arti Visive all’Università Iuav di Venezia.

Che musica ascolti mentre disegni? Consigliaci un pezzo.
Moondog , Ennio Morricone, Philip Glass, Zu, Burzum, Uzeda, June of 44, Bjork, Tapso II, Don Caballero e anche audiolibri, qualche volta. Pezzo che consiglio vivamente: Loituma – Ievan Polkka 

Quali sono il tuo materiale preferito su cui disegnare e il tuo strumento preferito con cui disegnare?
Ecco. Eterna la lotta tra digitale e tradizionale. Un mese vince uno, due mesi l’altro. In questo momento ho un foglio attaccato con il nastro adesivo al tavolo ed accanto l’iPad.

Cos’era il primo disegno di cui hai ricordo? E il primo che hai fatto?
Il primo disegno che ricordo era in un sogno lucido che ho fatto quando avevo sei mesi, mi ricordo benissimo: reticoli e filamenti che fluttuano e tutto intorno deserti e cavi della luce… no, scherzo! Temo siano stati i Looney Tunes sui vasetti della Nutella. Gli stessi che ricopiavo mentre mangiavo pane e Nutella.

Mentre prepari un progetto importante, tendi a parlarne con tutti o a chiuderti finché non hai finito?
Mi chiudo, mi chiudo in macchina.

Hai un piano fisso per lavorare entro una scadenza o ogni volta è una rivoluzione?
Di solito segno sul calendario la data e inizio a lavorare al progetto con serenità così da arrivare un giorno prima della scadenza con il definitivo già consegnato. Così, se ci fossero delle modifiche da fare, ho un giorno in più a disposizione!

Ti piacciono i tuoi vecchi lavori? Ogni quanto vedi un salto di qualità?
Di solito funziona così: io li ammucchio tutti in alcuni bidoni, e li brucio, quando mi accorgo di aver fatto un salto di qualità. Con quelli digitali è tutto meno faticoso. Basta spostarli nel cestino.