Al Bataclan non puoi suonare se sei musulmano: polemiche sul concerto di Medine

Medine è un rapper musulmano, come tanti ce ne sono in Francia e nel mondo, che a ottobre dovrebbe esibirsi al Bataclan, locale dove hanno perso la vita 90 persone durante un attentato Jihadista nel 2015. L’estrema destra francese ha sollevato pesanti polemiche sulla faccenda, lanciando una petizione per annullare il concerto.

Medine Zaouiche ha 35 anni, è nato in Francia da genitori di origini maghrebine ed è nella scena rap francese da ormai quindici anni. Già nel 2008 trattava tematiche pesanti, politiche e sociali, come in uno dei suoi primi brani intitolato Self Defense.
Unidici anni dopo l’attentato delle Torri Gemelle ha pubblicato 11 Septembre: “Ne pro ne contro, la storia dell’undicesimo giorno” dice nelle prime barre, poi prosegue:

Malheureusement, le monde a connu l’anthrax
Sfortunatamente, il mondo ha sperimentato l’antrace
Les guerres de races et les bourreaux qu’on relaxe
Le guerre razziali e gli esecutori che si rilassano
[…]
Les Twins-Towers et puis l’Islam et son Jihad
Le Torri Gemelle e poi l’Islam e la sua Jihad
L’Islam une religion de malade
Islam una religione di malati
L’Islam des caves, l’Islam des croisades
L’Islam delle cantine, l’Islam delle Crociate

Da questi pochi versi si capisce che l’approccio di Medine alla questione è critico, consapevole della condizione dell’Islam e delle questioni razziali che lo circondano ma sicuramente non pro-terrorismo.
Ha persino intitolato uno dei suoi dischi “Jihad: La guerra più importante è contro noi stessi”, e in questo caso si riferisce a una guerra-santa interiore, non certo contro l’occidente, ma quelli del Front National non sembrano interessati a questi dettagli.

Un ex deputato del FN, Gregory Roose, ha lanciato una petizione per annullare il concerto, ripresa ed appoggiata da Marine LePen, leader del partito di estrema destra. L’ottusità di queste fazioni, in Francia come in Italia o altrove, è ben nota; quando poi si ha un pretesto così evidente per soffiare sul fuoco dello scontro razziale non perdono mai tempo.
La risposta di Medine è stata chiara da subito:

“Possiamo lasciare che l’estrema destra detti quali concerti debbano andare avanti e la nostra libertà di espressione? Per 15 anni ho combattuto ogni forma di radicalizzazione nei miei album, il che mi ha portato a essere attaccato dall’estrema destra e dai suoi sostenitori, che distorcono il significato delle mie canzoni”

I tragici fatti del 2015 non dovrebbero alimentare la divisione e la paura, ma spingere le persone a ritrovare senso di comunità e solidarietà, unici antidoti contro l’odio razziale.

Il fatto che un rapper musulmano si esibisca in un luogo simbolo come il Bataclan è una grande opportunità per ricucire le ferite di quel drammatico episodio, l’annullamento di quel concerto non farebbe altro che inasprire la situazione, ma forse è proprio questo che il Front National cerca di ottenere.